Un nuovo dispositivo Google con nome in codice “Kodiak” è comparso nel database di Geekbench. Secondo fonti su X (ex Twitter), si tratterebbe di Pixel 11 Pro XL. Il SoC identificato è il presunto Tensor G6, qui in una configurazione inedita a 7 core. I punteggi registrati sono pari a 845 in single‑core e 2657 in multi‑core, ma il test risulta eseguito con frequenza limitata, indicando margini di miglioramento per il modello retail.
SoC Tensor G6: CPU e GPU
La piattaforma elencata presenta una struttura CPU non convenzionale a sette core, suddivisa in tre cluster. È una scelta peculiare rispetto ai layout a 8 core più diffusi, potenzialmente orientata a un bilanciamento diverso tra prestazioni di picco ed efficienza nei carichi prolungati.
– CPU: 1× C1‑Ultra a 4,11 GHz, 4× C1‑Pro a 3,38 GHz, 2× C1‑Pro a 2,65 GHz (totale 7 core)
– GPU: PowerVR C‑series CXTP‑48‑1536
– Memoria del sample: 12 GB di RAM
Se confermato, il passaggio a una GPU PowerVR rappresenterebbe una discontinuità rispetto alle soluzioni tradizionalmente associate alle piattaforme Tensor precedenti, e suggerirebbe una diversa strategia di ottimizzazione grafica e ML da parte di Google.

Architettura e parentele tecniche
La configurazione riportata viene ricondotta alla famiglia di core Arm “Lumex”, introdotta nel 2023, la stessa che sarebbe stata adottata anche da Samsung Exynos 2600 e MediaTek Dimensity 9500. Questo allineamento architetturale indica una convergenza di design tra più vendor sul fronte Armv9 di nuova generazione, con possibili benefici in termini di efficienza, scheduler e scalabilità dei cluster.
Cosa implica il design a 7 core
– La presenza di un singolo core “Ultra” ad alta frequenza (4,11 GHz) punta a massimizzare la reattività in operazioni single‑thread.
– Il gruppo intermedio da 4 core a 3,38 GHz potrebbe gestire la maggior parte dei carichi quotidiani, mantenendo un buon compromesso tra consumo e prestazioni.
– I 2 core a 2,65 GHz verosimilmente mirano a contenere i consumi nei task di background e nei carichi leggeri.
Prestazioni su Geekbench
Il prototipo ha totalizzato 845 punti in single‑core e 2657 in multi‑core. Un dettaglio rilevante emerge dai log: durante il benchmark la frequenza massima rilevata è stata di 2,0 GHz, lontana dalla frequenza teorica 4,11 GHz del core principale. Questo indica un test in condizioni di throttling o limitazione intenzionale del clock (firmware precoce, profili energetici conservativi), ragione per cui i risultati non sono rappresentativi del potenziale finale del silicio.
In sintesi: è plausibile attendersi punteggi sensibilmente superiori sui sample avanzati o sul dispositivo commerciale, una volta stabilizzate frequenze e scheduler.

Memoria e configurazioni
L’unità testata integra 12 GB di RAM, un quantitativo in linea con la fascia alta 2025/2026. Non ci sono indicazioni sul tipo di memoria (LPDDR5X/LPDDR6) né sui tagli di archiviazione, ma la dotazione lascia presagire configurazioni premium, specie se correlata a un pannello ad alto refresh e a pipeline fotografiche complesse.
Prezzo e disponibilità
Al momento non sono emerse informazioni ufficiali su prezzo e tempistiche di lancio. Essendo un avvistamento da Geekbench, è verosimile che ci troviamo in una fase di validazione hardware/firmware. Qualsiasi dettaglio su mercato e listino rimane quindi puramente speculativo.
Se i dati saranno confermati, il presunto Pixel 11 Pro XL punterà su un Tensor G6 a 7 core con enfasi su reattività e gestione efficiente dei carichi misti, affiancato da una GPU PowerVR poco comune nel panorama Android recente. La strategia potrebbe differenziare l’offerta Google sul fronte efficienza e grafica, ma la bontà del progetto andrà misurata su software maturo, termiche, autonomia e prestazioni ML on‑device. Come sempre per i leak da benchmark, resta la cautela: le specifiche potrebbero cambiare e i valori attuali non riflettono il prodotto finale.

