La chiusura del museo archivio internazionale dei videogiochi in Germania apre un nuovo fronte sul tema della conservazione del software. Il progetto, pensato per diventare il più grande archivio pubblico dedicato ai videogiochi, è entrato nella fase di stop dopo la fine dei finanziamenti pubblici.
Il punto più delicato riguarda il destino della banca dati con oltre 60.000 giochi catalogati. La notizia arriva inoltre in una fase già complessa per la preservazione videoludica, segnata dal peso crescente del digitale e dal ridimensionamento del supporto fisico nel mondo PlayStation.

Il più grande archivio videoludico pubblico progettato in Germania si ferma per mancanza di fondi
Il progetto tedesco International Computer Games Collection, indicato come ICS, era nato per costruire il più grande archivio di videogiochi consultabile dal pubblico. A fine aprile è però scaduto il finanziamento pubblico da 1,5 milioni di euro, e il governo federale tedesco ha deciso di non rinnovarlo.
Gli azionisti del progetto hanno quindi approvato all’unanimità la chiusura della struttura. Resta aperta la questione più importante: capire se il database condiviso e l’infrastruttura collegata potranno essere mantenuti operativi oppure no.
- Finanziamento pubblico terminato a fine aprile 2025.
- Decisione di chiusura approvata all’unanimità dagli enti coinvolti.
- La banca dati raccoglie più di 60.000 giochi.
- Il futuro del catalogo digitale è ancora in valutazione sul piano legale e tecnico.
L’archivio include supporti fisici, manuali originali e hardware oltre ai giochi
La raccolta non comprendeva soltanto software. Il catalogo includeva cartucce, floppy disk, CD, DVD e Blu-ray, insieme a manuali, confezioni originali e vari componenti hardware legati ai giochi.
La collezione è stata costruita con il contributo di realtà istituzionali e accademiche tedesche, tra cui l’ente di classificazione USK, il museo dei videogiochi di Berlino, l’associazione di settore Game e l’Università di Potsdam. I materiali fisici restano di proprietà dei rispettivi enti, mentre il nodo principale riguarda il mantenimento del database comune.
- Raccolta avviata nel 2012 e ampliata nel tempo.
- Supporti presenti: cartucce, floppy, CD, DVD e Blu-ray.
- Inclusi anche manuali, scatole originali e hardware.
- Le copie fisiche restano agli enti che hanno contribuito alla collezione.
La preservazione dei videogiochi diventa più difficile tra digitale, copyright e calo del supporto fisico
La chiusura dell’archivio tedesco si inserisce in un contesto già fragile. Una ricerca del 2023 ha stimato che negli Stati Uniti l’87% dei videogiochi classici pubblicati non è più disponibile attraverso canali commerciali regolari, segnale di quanto sia complesso conservare e rendere accessibile il patrimonio videoludico.
A questo si aggiungono i limiti normativi sul fronte del copyright e i costi tecnici della conservazione digitale. Anche gli archivi indipendenti gestiti dalla comunità stanno affrontando pressioni economiche importanti, tra aumento dei prezzi di memoria e archiviazione e necessità di backup su larga scala.
- Negli Stati Uniti l’87% dei giochi classici pubblicati risulta fuori commercio.
- Le eccezioni richieste sul copyright per l’accesso remoto agli archivi non hanno trovato approvazione.
- L’archivio indipendente Myrient conserva oltre 385 TB di materiale.
- L’aumento dei costi di SSD, hard disk e memoria ha già messo sotto pressione i progetti di conservazione.
