I ministri digital e tech del G7 hanno trovato un accordo su una serie di principi comuni per rendere lo spazio digitale più sicuro per minori e adolescenti. Il punto centrale è chiaro: piattaforme e servizi online dovranno essere più responsabili nella progettazione, nella gestione dei rischi e nella protezione della privacy.
Il pacchetto si appoggia in modo diretto all’impostazione europea, con misure che spaziano dal controllo dell’età alla sicurezza degli account, fino a strumenti parentali più semplici e a programmi di alfabetizzazione digitale.

Il G7 adotta sette principi comuni per proteggere i minori online
L’intesa riguarda Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito, Stati Uniti e Unione europea, che per la prima volta hanno concordato una base comune per la sicurezza dei minori nel digitale. L’obiettivo è creare un ambiente online più sicuro senza sacrificare privacy, diritti fondamentali e libertà.
I principi richiedono una combinazione di sicurezza fin dalla progettazione, trasparenza nello sviluppo dei servizi e valutazione continua dei rischi. Viene anche chiesto ai fornitori di servizi digitali di trasformare questi criteri in azioni concrete.
- protezione della privacy e dei diritti fondamentali online
- gestione dei rischi con misure di prevenzione e mitigazione integrate nei servizi
- soluzioni affidabili per verificare l’età senza compromettere la privacy
- controlli più forti sugli account dei minori e sui sistemi di raccomandazione
- interventi contro materiale di abuso sessuale su minori e immagini intime non consensuali
- strumenti parentali interoperabili e facili da usare
- programmi di alfabetizzazione digitale per genitori, insegnanti e ragazzi
- cooperazione tra servizi digitali e ricercatori per condividere dati sui rischi
Age assurance, parental control e meno coinvolgimento forzato nei servizi
Tra i punti più concreti ci sono sistemi di verifica dell’età robusti e rispettosi della privacy, pensati per offrire esperienze adatte all’età ed evitare l’accesso a servizi riservati agli adulti. È uno dei nodi più delicati perché richiede equilibrio tra protezione e semplicità d’uso.
Un altro elemento importante riguarda gli account dei minori: i servizi dovranno offrire impostazioni più sicure e sistemi di raccomandazione progettati per ridurre l’eccesso di coinvolgimento online. In parallelo, i genitori dovranno poter contare su strumenti semplici, efficaci e interoperabili per il controllo delle attività.
- verifica dell’età con attenzione alla protezione dei dati
- impostazioni dell’account più sicure per minori
- sistemi di raccomandazione meno invasivi
- controlli parentali interoperabili
- trasparenza maggiore nella progettazione dei servizi
L’Europa porta al G7 il suo quadro già attivo per la sicurezza dei minori
Il documento del G7 riprende misure già in vigore o in sviluppo nell’Unione europea: dal Digital Services Act alle linee guida per la protezione dei minori, fino alla strategia Better Internet for Kids e al piano contro il cyberbullismo. Dentro questo perimetro rientrano anche il regolamento sull’intelligenza artificiale e le nuove regole contro lo sfruttamento online.
Sul fronte applicativo, la Commissione europea ha già avviato accordi di cooperazione con alcuni regolatori nazionali, tra cui Australia, Regno Unito e Giappone, per condividere informazioni ed esperienza nell’applicazione delle regole. La logica è quella di accelerare l’enforcement e rendere più omogenea la protezione dei minori.
- Digital Services Act e linee guida dedicate ai minori
- strategia Better Internet for Kids
- piano d’azione contro il cyberbullismo
- norme sull’intelligenza artificiale
- cooperazione con regolatori nazionali per l’applicazione delle regole


