Atomic Semi cambia nome in Fab2 e ridefinisce in modo netto la propria missione: non limitarsi a sviluppare processi per semiconduttori, ma costruire una vera e propria fabbrica capace di produrre altre fabbriche di wafer in formato ridotto.
La startup fondata da Jim Keller e Sam Zeloof punta infatti a un modello di “fabbrica di fab” basato su impianti compatti, fortemente integrati e pensati soprattutto per prototipazione rapida e piccole serie, invece che per la produzione di massa su wafer da 300 mm.

Fab2 vuole costruire wafer fab compatte partendo dalle proprie macchine
Il nuovo nome sancisce un cambio di posizionamento molto chiaro. Fab2 vuole progettare e realizzare internamente ogni elemento necessario ai propri impianti: pompe, valvole, linee gas, sistemi di litografia e camere da vuoto. L’idea è assemblare prima i singoli componenti in macchine complete e poi usare queste macchine per comporre una fabbrica di semiconduttori completa.
L’obiettivo finale è ambizioso: arrivare a una produzione su larga scala di mini wafer fab. Si tratta di un approccio diverso da quello delle grandi fonderie tradizionali, perché non cerca di replicare le linee ad altissimo volume tipiche dei grandi impianti per chip commerciali, ma di creare strutture più piccole e flessibili.
- Progettazione e produzione interna delle apparecchiature chiave.
- Focus su impianti compatti invece che su grandi linee per wafer da 300 mm.
- Assemblaggio a più livelli: componenti, macchine, poi fabbrica completa.
- Posizionamento orientato a rapidità, controllo del processo e scalabilità dell’impianto.
Le software-defined fab puntano su prototipi rapidi, ma con limiti di throughput
Fab2 si concentra su quelle che definisce software-defined fab, impianti in grado di realizzare la scrittura di chip molto più piccoli di un wafer intero e di completare il ciclo di prototipazione in poche ore. È una proposta interessante per ricerca, sviluppo e piccole produzioni, dove contano soprattutto velocità di iterazione e flessibilità del flusso.
Il limite principale resta però la produttività. La litografia a fascio di elettroni scrive direttamente il pattern invece di proiettarlo con una maschera, e questo rallenta drasticamente il processo. Per questo motivo la soluzione è adatta a prototipi e lotti ridotti, mentre non è pensata per competere con una fonderia commerciale ad alto volume.
- Target principale: prototipazione rapida e piccole serie.
- Lavorazione di chip più piccoli rispetto a un wafer completo.
- Turnaround dichiarato in poche ore per i prototipi.
- La litografia a fascio di elettroni resta il collo di bottiglia per la velocità.
Fab2 opera già su tre siti tra Austin, Lockhart e San Francisco
La società ha già una presenza articolata su tre sedi. Il nuovo quartier generale per ricerca e produzione si trova ad Austin, in Texas, con una superficie di 120.000 piedi quadrati, pari a circa 11.148 metri quadrati.
A Lockhart c’è un sito da 30.000 piedi quadrati, circa 2.787 metri quadrati, dedicato specificamente alla struttura della “fabbrica di fab”. Resta attiva anche la sede originaria di San Francisco, il cosiddetto garage fab, con 25.000 piedi quadrati, circa 2.323 metri quadrati.
- Austin: nuovo hub per ricerca e produzione.
- Lockhart: sito dedicato al cuore del progetto fabbrica di fab.
- San Francisco: resta operativa la sede storica nata come garage fab.
