Dreame continua a muovere passi sempre più decisi nel mondo degli smartphone. L’azienda ha annunciato oggi, tramite il proprio account ufficiale su Weibo, che il team mobile di Dreame ha preso parte alla Southwest Europe Distributor Conference, dove sono state presentate due linee chiave della strategia futura: una serie high-end luxury e una serie flagship con imaging modulare.
Secondo quanto condiviso dal team, l’incontro è stato l’occasione per approfondire la filosofia di prodotto, l’approccio al design e il pensiero innovativo che sta dietro allo sviluppo dei nuovi smartphone Dreame. In particolare, il flagship modulare dedicato alla fotografia avrebbe ricevuto diversi applausi durante la presentazione, a dimostrazione – secondo l’azienda – di come l’innovazione possa superare i confini nazionali e trovare riscontro anche nel pubblico professionale internazionale. Per Dreame, si tratta inoltre della prima vera apparizione all’interno della comunità professionale globale del settore mobile.


Dreame e l’ambizione nel mercato smartphone
Dreame aveva già attirato l’attenzione lo scorso settembre con l’annuncio del suo primo smartphone, Dreame Space, segnando ufficialmente l’ingresso del brand – noto soprattutto per i dispositivi smart home e la pulizia domestica – nel mercato mobile.
In quell’occasione, il CEO Yu Hao non aveva nascosto le ambizioni dell’azienda, dichiarando apertamente che Dreame punta a raggiungere una tripartizione del mercato smartphone insieme a Huawei e Xiaomi. Un’affermazione forte, che evidenzia come il progetto mobile del brand non sia pensato come un esperimento marginale, ma come una nuova colonna portante della strategia aziendale.






Il primo render e il dialogo con la community
Il 19 gennaio di quest’anno, Yu Hao ha alimentato ulteriormente l’interesse pubblicando su Weibo un render preliminare del primo smartphone Dreame, salvo poi rimuoverlo poco dopo. Nel messaggio che accompagnava l’immagine, il CEO invitava apertamente il pubblico a esprimere un parere sul design, sottolineando che si trattava solo di un concept iniziale, utile a testare le reazioni.
“Se vi piace, continueremo a iterare. Se non vi convince, lo miglioreremo”, aveva scritto Yu Hao, lasciando intendere un approccio fortemente iterativo e guidato dal feedback, piuttosto raro per un progetto smartphone alle sue prime fasi.

