Un vecchio contenitore di mentine trasformato in una postazione da scrivania tascabile: è l’idea dietro questo Cyberdesk costruito dentro una scatola di metallo tipo Altoids. Il progetto punta tutto su compattezza estrema, componenti miniaturizzati e tanta manualità, più che sulla potenza pura.
Dentro trova posto un Raspberry Pi Zero W, un display LCD da 2 pollici, una batteria agli ioni di litio da 750 mAh e una tastiera meccanica su misura. Il risultato è un piccolo computer portatile pensato per fare scena, ma anche per dimostrare quanto si possa spingere in là il lavoro di assemblaggio in spazi quasi impossibili.

Un Cyberdesk tascabile costruito in una scatola di mentine
L’idea di base è semplice ma insolita: usare un contenitore in alluminio di dimensioni ridotte come chassis per un mini computer completo. Nel mondo dei Cyberdesk, dove spesso si vedono case per munizioni o custodie rugged più grandi, questa versione punta invece sulla miniaturizzazione estrema.
Il progetto non nasce per essere il più potente possibile, ma per ottenere una postazione davvero trasportabile e funzionale, con tutto il necessario concentrato in pochi centimetri di spazio.
- Chassis ricavato da una scatola in stile Altoids.
- Impostazione da mini workstation, non da semplice gadget.
- Estetica ispirata ai computer vintage, con pannello frontale color beige.

Raspberry Pi Zero W, display da 2 pollici e batteria da 750 mAh
La parte tecnica ruota attorno a un Raspberry Pi Zero W, scelto perché compatto e adatto a un progetto di questo tipo. Il display è un LCD da 2 pollici, recuperato da un altro lavoro non completato, mentre l’alimentazione è affidata a una batteria polimerica agli ioni di litio da 750 mAh.
La vera difficoltà non è stata tanto montare i componenti principali, quanto trovare una tastiera meccanica abbastanza piccola da entrare nel contenitore e funzionare in modo affidabile.
- CPU: Raspberry Pi Zero W.
- Schermo: LCD da 2 pollici.
- Alimentazione: batteria Li-ion polymer da 750 mAh.

Tastiera personalizzata, supporto stampato in 3D e cerniera allungata
La parte più complessa è stata la tastiera meccanica, realizzata con un lavoro di assemblaggio molto preciso. Per adattarla allo spazio disponibile è stata necessaria anche la costruzione di una matrice a diodi, oltre a saldature e cablaggi estremamente ordinati.
Per mantenere fermo tutto l’hardware è stato creato un supporto stampato in 3D. In più, per ricavare spazio extra per la scheda UPS HAT e per il display, la cerniera originale è stata estesa con un’altra cerniera presa da un secondo contenitore simile.
- Tastiera meccanica progettata su misura per lo spazio interno.
- Matrice a diodi realizzata a mano per la gestione degli input.
- Supporto interno stampato in 3D per fissare i componenti.
- Cerniera estesa per guadagnare spazio aggiuntivo.









