CrashStealer su Mac

CrashStealer su Mac: colpiti 14 password manager e circa 80 wallet crypto

Jamf Threat Labs ha identificato una nuova campagna chiamata CrashStealer che prende di mira gli utenti Mac e punta a sottrarre dati sensibili da browser, wallet crypto ed estensioni, oltre a 14 password manager. Dopo la segnalazione, Apple ha revocato i certificati di firma usati dalle app malevole coinvolte nella catena di attacco.

L’aspetto più critico è che il malware veniva distribuito tramite un’app firmata con un Developer ID valido e notarizzata da Apple, quindi capace di superare gli avvisi standard di Gatekeeper. L’attacco però richiede comunque un’azione diretta dell’utente, che viene spinto a scaricare manualmente il file e a inserire la password del Mac.

CrashStealer colpisce macOS sfruttando app firmate e una falsa richiesta di autorizzazione

La campagna è stata individuata inizialmente a inizio maggio 2026 su VirusTotal, mentre i rilevamenti su Mac reali sono comparsi a inizio luglio 2026. Il primo stadio dell’attacco passa da un’app chiamata Werkbit, distribuita con firma valida e notarizzazione Apple, così da apparire legittima agli occhi del sistema.

Una volta avviata, l’app recupera istruzioni nascoste da un repository GitHub e scarica script offuscati da un dominio controllato dall’attaccante. Da qui viene ottenuto, rifirmato e lanciato il payload CrashStealer, confezionato in un file CrashReporter. dmg e installato in percorsi nascosti del sistema per garantire persistenza.

Il malware mostra poi una finestra che imita i prompt di autorizzazione di macOS e induce l’utente a inserire la password dell’account. Con quella credenziale, usa il comando legittimo dscl per verificare localmente la password, sbloccare il portachiavi di accesso del Mac e copiare il database login. keychain-db in una cartella temporanea nascosta.

  • Distribuzione iniziale tramite Werkbit con Developer ID valido e notarizzazione Apple.
  • Necessaria l’azione dell’utente: download manuale dell’app e inserimento della password macOS.
  • Persistenza rilevata in directory nascoste, inclusa una copia sotto la cache di crashreporter.
  • Richieste di accesso molto ampie: disco completo, Scrivania, Documenti, Download e unità rimovibili.
Scoperta iniziale
Maggio 2026
Rilevamenti su dispositivi reali
Luglio 2026
Il dettaglio più importante è che la firma valida e la notarizzazione hanno reso l’attacco più credibile, riducendo i segnali d’allarme per l’utente.
Nella stessa infrastruttura sono emersi anche domini che imitano servizi per riunioni e collaborazione, un indizio utile per riconoscere campagne future con lo stesso schema.
Elementi chiave della catena di attacco
App iniziale
Werkbit
Payload finale
CrashStealer
File usato per il payload
CrashReporter.dmg
Tecnica di inganno
Finta finestra di autorizzazione macOS
Obiettivo locale
Sblocco del portachiavi e copia del database login.keychain-db

Browser, wallet crypto e password manager sono i bersagli principali di CrashStealer

L’analisi mostra che CrashStealer non si limita al portachiavi di macOS. Il trojan prende di mira anche i browser più diffusi, tra cui Chrome, Edge, Brave, Firefox, Opera e Vivaldi, raccogliendo profili, cookie, credenziali salvate ed estensioni installate.

La portata dell’attacco è particolarmente rilevante per chi gestisce asset digitali o usa strumenti di sicurezza centralizzati. Jamf indica infatti un impatto su circa 80 estensioni di wallet per criptovalute e su 14 password manager, fra cui anche soluzioni note come 1Password.

Per gli utenti Mac il punto pratico è semplice: se compare una richiesta improvvisa di password di sistema dopo l’avvio di un’app scaricata manualmente, soprattutto se collegata a presunti strumenti di lavoro o collaborazione, conviene interrompere subito l’operazione e verificare la provenienza del software.

  • Browser presi di mira: Chrome, Edge, Brave, Firefox, Opera e Vivaldi.
  • Dati raccolti: profili utente, cookie, login salvati ed estensioni.
  • Impatto dichiarato su circa 80 wallet crypto in formato estensione.
  • Coinvolti anche 14 password manager, incluso 1Password.
Tipologia di malware
Trojan infostealer per macOS
Categoria più esposta
Credenziali, cookie e dati del portachiavi
Veicolo di social engineering
App e domini che imitano strumenti di collaborazione
Chi usa un Mac come macchina di lavoro e conserva password o wallet nel browser ha un profilo di rischio più alto in questo tipo di campagna.
Tra i nomi usati per i domini contraffatti compaiono Cohezo, Cordinex, Synerix, Collabox e Werknova, tutti pensati per sembrare servizi reali di collaborazione online.
Superfici di attacco monitorate
Sistema colpito
Apple Mac
Password manager coinvolti
14
Estensioni wallet coinvolte
Circa 80
Browser menzionati
Chrome, Edge, Brave, Firefox, Opera, Vivaldi

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