La Corea del Sud ha presentato una strategia nazionale unificata per accelerare lo sviluppo della physical AI, ciòè l’intelligenza artificiale applicata a sistemi che interagiscono con il mondo reale come robot, linee produttive e macchine autonome.
Il piano punta su tre pilastri tecnici ben precisi: modelli di base per la physical AI, world model per simulazione e previsione degli scenari fisici, e piattaforme di calcolo edge a bassa latenza.

La Corea del Sud vuole una piattaforma completa per la physical AI
La strategia è stata pubblicata dal Ministero della Scienza e delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione insieme ad altri dicasteri, con l’idea di rafforzare la competitività del Paese in un settore dove la corsa internazionale è già molto avanzata.
Il punto centrale è ridurre la dipendenza da tecnologie estere e sviluppare un’infrastruttura nazionale capace di coprire l’intera catena, dalla raccolta dei dati fino alla commercializzazione. In pratica, Seul vuole trasformare la physical AI da area di ricerca promettente a piattaforma industriale concreta, con ricadute dirette su automazione, efficienza operativa e capacità produttiva.
- Obiettivo 1: padroneggiare tecnologie full stack di physical AI di livello globale.
- Obiettivo 2: estendere l’adozione della physical AI a più settori industriali e di servizio.
- Focus sulla sovranità tecnologica, con una filiera interna meno dipendente da piattaforme straniere.
- Approccio multi-ministeriale per coordinare ricerca, infrastrutture dati, progetti pilota e industrializzazione.
I tre blocchi tecnologici chiave vanno da modelli di base a calcolo edge
Il cuore tecnico della strategia ruota attorno a tre tecnologie di base che, insieme, dovrebbero formare una piattaforma completa di physical AI. Il primo elemento è un grande modello di base capace di pianificazione autonoma, esecuzione di compiti su periodi lunghi e manipolazione precisa.
Questo schema è particolarmente rilevante perché lega intelligenza, simulazione e risposta in tempo reale. Per robot industriali, fabbriche intelligenti o mezzi autonomi, la capacità di elaborare localmente con ritardi minimi può fare la differenza in termini di sicurezza, continuità operativa e precisione.
- Modello di base per physical AI con pianificazione autonoma e controllo preciso.
- World model per simulare scenari e anticipare cambiamenti dell’ambiente fisico.
- Calcolo edge a bassa latenza per esecuzione locale efficiente dei modelli.
- Integrazione tra addestramento, previsione e azione su hardware reale.
Dati, fabbriche pilota ed ecosistema industriale sono la base della fase operativa
Sul fronte operativo, il governo sudcoreano intende costruire un sistema centralizzato per raccogliere e usare dati reali e sintetici provenienti da più settori. I dataset sui comportamenti dei robot finanziati con fondi pubblici e quelli specializzati di diversi comparti verranno convogliati in un archivio centrale.
La prima validazione sul campo avverrà in scenari manifatturieri locali, dove la physical AI dovrà aiutare a prevedere condizioni di produzione, ottimizzare il controllo dei processi e adattarsi ai cambiamenti delle linee. Le tecnologie più mature saranno poi estese ad altri settori, mentre in parallelo proseguirà lo sviluppo di componenti di supporto come dispositivi, comunicazioni e sicurezza.
Per accelerare la commercializzazione, la Corea del Sud prevede anche un quadro coordinato che copre ricerca di base, infrastrutture dati, progetti dimostrativi e impiego commerciale, oltre a misure su normativa, investimenti e formazione di personale tecnico e specialisti AI. È un impianto che guarda meno all’annuncio e più alla costruzione di una catena industriale completa.
- Database centrale con dati reali e sintetici per ricerca e sviluppo.
- Standard di interoperabilità e controlli di qualità dei dati.
- Prime applicazioni in sistemi di produzione di precisione e smart factory.
- Supporto all’ecosistema con norme, fondi, talenti e collaborazione tra imprese e ricerca.

