L’intelligenza artificiale sta cambiando anche il modo in cui vengono definiti i ruoli nei team di sviluppo prodotto. Boris Cherny, responsabile di Claude Code, sostiene che ingegneria, prodotto e design stiano convergendo in un modello di lavoro molto più fluido rispetto alle strutture tradizionali.
L’idea centrale è semplice: nei team AI più moderni una singola persona può coprire più funzioni, mentre i confini tra specializzazioni diventano meno rigidi. Per chi segue l’evoluzione degli strumenti di sviluppo basati su AI, è un segnale importante su come potrebbero organizzarsi le aziende nei prossimi anni.

Claude Code mostra un modello di team dove i ruoli si sovrappongono
Cherny osserva che all’interno del team Claude Code diversi membri lavorano già su più fronti contemporaneamente. In questa visione, un team sano deve mantenere tutte le competenze essenziali, ma il peso dei singoli ruoli cambia in base alla maturità del prodotto e alla dimensione del business.
Il punto più interessante è che la classica divisione tra sviluppatori, product manager e designer perde rigidità. Al suo posto emerge una struttura più orientata al risultato, dove conta la capacità di costruire, testare, rifinire e mantenere il prodotto lungo tutto il suo ciclo di vita.
- I membri del team possono coprire più ruoli invece di restare confinati in una singola funzione.
- Le proporzioni tra competenze cambiano con l’evoluzione del prodotto e con la crescita dell’organizzazione.
- L’integrazione tra engineering, prodotto e design viene vista come una possibile anteprima del lavoro futuro nei team AI.
Le cinque tipologie individuate da Cherny spiegano come potrebbe evolvere il lavoro di prodotto
Cherny divide il lavoro del team in cinque profili funzionali. Tra questi cita i prototipatori, impegnati a generare e validare rapidamente nuove idee, e i manutentori, che entrano in gioco soprattutto quando il prodotto cresce e servono sicurezza, affidabilità, velocità ed efficienza operative.
La sua domanda è se in futuro i ruoli di prodotto verranno descritti più in base a queste attività concrete che non alla disciplina di partenza. È una lettura che mette al centro il contributo reale al prodotto, non solo il titolo in organigramma.
- I prototipatori sperimentano e verificano nuove idee, anche se molte non arrivano al rilascio finale.
- I manutentori garantiscono continuità, stabilità, sicurezza e prestazioni quando il prodotto scala.
- Le altre categorie completano un set di competenze che un team maturo deve comunque mantenere presente.
Claude può già assistere più funzioni del team e questo rafforza la tendenza ai ruoli ibridi
Nel dibattito è emersa anche una domanda diretta: l’AI può sostituire alcune di queste figure operative, come chi costruisce o chi ripulisce il prodotto? La risposta di Cherny è che Claude non si limita a due sole aree, ma può supportare in misura diversa tutte le attività del team.
Questo è un passaggio rilevante perché suggerisce un uso dell’AI come strumento trasversale, non come semplice automazione di un singolo compito. In pratica, più l’assistente cresce in capacità, più diventa naturale avere persone che coordinano, eseguono e rifiniscono il lavoro con un supporto AI continuo.
- Claude può contribuire a tutte le categorie di lavoro individuate nel team.
- Il supporto AI viene descritto come destinato a migliorare nel tempo.
- L’effetto più concreto è la spinta verso ruoli meno rigidi e più orientati all’esecuzione completa del prodotto.



