La Commissione nazionale cinese per lo sviluppo e la riforma ha pubblicato il piano quinquennale 2026-2030 dedicato all’economia circolare, fissando un obiettivo chiave: entro il 2030 la produttività delle risorse dovrà crescere di circa 16% rispetto al 2025.
Il documento punta a rafforzare l’intera filiera di produzione, consumo, raccolta e riutilizzo, con un focus molto concreto su rifiuti solidi industriali, cosiddette miniere urbane e nuove categorie di rifiuti come batterie di trazione, impianti eolici dismessi e moduli fotovoltaici a fine vita.

Il nuovo piano cinese alza i target dell’economia circolare entro il 2030
Il piano definisce una traiettoria di crescita precisa per il settore del riciclo e del riutilizzo delle risorse. Entro il 2030, la Cina vuole arrivare a un sistema di economia circolare più completo lungo tutta la catena, dalla produzione fino al recupero dei materiali, con un incremento dell’efficienza d’uso delle risorse e una maggiore capacità industriale dedicata al riciclo.
Tra i numeri più rilevanti c’è il valore atteso dell’industria del riciclo delle risorse, che dovrà raggiungere 8.000 miliardi di yuan, pari a circa 1.020 miliardi di euro. È un dato che rende bene la scala industriale del piano e il peso crescente delle attività legate al recupero di materiali, metalli e componenti ad alto valore.
- Obiettivo 2030: produttività delle risorse in aumento di circa 16% rispetto al 2025.
- Valore atteso dell’industria del riciclo: 8.000 miliardi di yuan (circa 1.020 miliardi di euro).
- Quantità annua di grandi rifiuti solidi da valorizzare: circa 4,5 miliardi di tonnellate.
- Quantità annua di principali risorse riciclate da reimmettere nel ciclo produttivo: 510 milioni di tonnellate.
- Traguardo 2035: sistema di economia circolare di alta qualità sostanzialmente completato.
Batterie, rottami e fotovoltaico sono al centro della nuova catena di recupero
Il piano individua tre direttrici operative. La prima riguarda i grandi rifiuti solidi, con l’obiettivo di ampliare i canali di assorbimento e riutilizzo di materiali come scarti del carbone, ceneri volanti, residui minerari e rifiuti da costruzione. L’idea è aumentare la quota di materiale reimpiegato e trasformare in modo più sistematico i rifiuti in risorsa industriale.
La seconda area copre le miniere urbane tradizionali, ciòè il recupero di valore da veicoli fuori uso, apparecchi elettronici dismessi, rottami di acciaio, metalli non ferrosi, plastiche e tessili usati.
- Rafforzamento del recupero dei grandi rifiuti solidi industriali e da costruzione.
- Più raccolta standardizzata e smontaggio avanzato per auto a fine vita ed elettronica dismessa.
- Focus sui materiali ad alto valore come acciaio, metalli non ferrosi e plastiche.
- Nuove regole per batterie esauste, impianti eolici e pannelli fotovoltaici a fine ciclo.
- Miglioramento della rete di raccolta e definizione più chiara delle responsabilità di smaltimento.
La base di partenza del 2025 mostra già una crescita industriale molto rapida
I risultati più recenti mostrano che il settore era già in forte espansione prima del nuovo piano. Nel 2025 la produttività delle principali risorse risultava in crescita di circa 77% rispetto al 2012, mentre i consumi di energia e acqua per unità di PIL sono scesi in modo sensibile.
Anche sul lato industriale la base è solida: il tasso di utilizzo complessivo dei grandi rifiuti solidi ha superato il 60%, il volume di principali risorse riciclate ha oltrepassato i 410 milioni di tonnellate e il valore dell’industria del riciclo ha raggiunto 5.000 miliardi di yuan, circa 640 miliardi di euro, con una crescita media annua vicina al 10%.
- Produttività delle principali risorse: +77% rispetto al 2012 nel 2025.
- Tasso di utilizzo dei grandi rifiuti solidi: oltre 60%.
- Principali risorse recuperate e riciclate: oltre 410 milioni di tonnellate.
- Quota di materia prima da rottame nel ciclo produttivo: 27% per l’acciaio e 30% per i metalli non ferrosi.
- Valore del settore nel 2025: 5.000 miliardi di yuan (circa 640 miliardi di euro).


