China Unicom ha presentato Small Cube, un terminale AI sviluppato insieme a Meizu che punta su un formato molto compatto e su un’interazione quasi interamente vocale.
L’idea è quella di proporre un prodotto diverso dal classico smartphone, più centrato su assistenza intelligente, chiamate evolute e gestione di attività quotidiane tramite comandi vocali.
Small Cube punta su AI nativa, formato tascabile e controllo vocale
Il terminale integra Cloud Intelligence OS in versione nativa AI e viene descritto come un dispositivo capace di gestire scenari pratici come ordinare un caffè o controllare la smart home. Il punto chiave non è tanto la potenza bruta, quanto l’uso dell’assistente come interfaccia principale, con l’obiettivo di ridurre i passaggi manuali e rendere più immediata l’esecuzione delle attività.
A bordo c’è anche una funzione chiamata AI See the World, che sfrutta la fotocamera e i modelli linguistici per riconoscere oggetti e ambienti reali, restituendo informazioni contestuali. È un’impostazione che avvicina Small Cube ai nuovi terminali AI-first, dove lo schermo resta importante ma non è più il centro esclusivo dell’esperienza.
Le chiamate intelligenti sono uno dei punti più concreti del progetto
Uno degli aspetti più concreti del prodotto è l’integrazione con i servizi di nuova telefonia di China Unicom. Small Cube supporta traduzione AI in tempo reale tra cinese e inglese, trascrizione rapida, riepilogo della chiamata, accessibilità in risposta e riconoscimento delle emozioni. In pratica, dopo una conversazione il sistema può generare un sommario e anche trasformare i punti emersi in attività da svolgere.
Interessante anche la funzione di risposta accessibile, che converte in tempo reale voce e testo nelle due direzioni. È una caratteristica con un valore d’uso immediato, perché amplia l’accessibilità del dispositivo e rende più flessibile la gestione delle chiamate in contesti diversi da quelli di uno smartphone tradizionale.
Doppia identità locale e cloud per app dati e archiviazione
Small Cube supporta il passaggio tra identità del telefono locale e telefono cloud, una soluzione che permette di distribuire applicazioni, dati e capacità di calcolo tra dispositivo e infrastruttura remota. In questo modo parte dei file pesanti e alcune app possono essere eseguiti o conservati nel cloud, alleggerendo il ruolo dell’hardware integrato.
China Unicom abbina a questo approccio 2 TB di spazio cloud, un dato che aiuta a capire il posizionamento del prodotto: meno smartphone classico, più terminale connesso a servizi remoti. Sullo sfondo c’è anche il legame con un precedente concept Meizu mostrato nei mesi scorsi, indicato con chip Unisoc T8200 e display da 4 pollici.






