La Cina sta guardando al nucleare per tenere in piedi la corsa all’intelligenza artificiale. Con il consumo elettrico dei sistemi AI in crescita rapida, Pechino punta sugli Small Modular Reactors per garantire energia continua e a basse emissioni ai futuri poli di calcolo.

La Cina usa il nucleare come risposta alla fame di energia dell’AI
L’idea di fondo è semplice: l’intelligenza artificiale richiede potenza di calcolo sempre più alta, e quindi sempre più elettricità. In questo contesto, la Cina sta valutando il nucleare come una soluzione stabile per alimentare infrastrutture AI e data center senza dipendere da fonti intermittenti.
Il punto chiave sono i Small Modular Reactors, o SMR: reattori più piccoli e flessibili rispetto alle centrali tradizionali, pensati per essere installati più vicino ai centri di consumo. Per i sistemi AI, che hanno bisogno di energia continua 24 ore su 24, questa è una caratteristica decisiva.
- SMR: energia continua
- data center: zero carbon
Linglong One è quasi pronto e potrebbe entrare in funzione quest’anno
Il reattore Linglong One, sviluppato da China National Nuclear Corporation, risulta completato per circa il 90%. Una volta operativo, dovrebbe produrre circa 1 miliardo di kWh all’anno e ridurre in modo significativo le emissioni di carbonio.
Un parco “nuclear + computing” è già nei piani
Accanto al reattore, la Cina sta lavorando anche a un parco industriale “nuclear + computing power” a Hainan. L’obiettivo è creare un ecosistema AI pulito, con alimentazione a zero emissioni per le infrastrutture di calcolo.
Il progetto ha ricevuto priorità nei piani governativi del 2026. È un segnale chiaro: il legame tra potenza di calcolo e disponibilità energetica sta diventando centrale nella strategia tecnologica cinese.
