Chery Group ha chiuso settembre con oltre 130.000 auto a nuova energia vendute, centrando il sesto mese consecutivo sopra quota 100.000 e portandosi nella top 3 del settore per volumi all’ingrosso.
Il dato assume ancora più peso se letto insieme all’andamento dei marchi del gruppo: il brand Chery resta il principale motore commerciale, mentre Jetour, iCAR e Luxeed contribuiscono a costruire una presenza più ampia tra SUV, modelli elettrificati e nuove linee orientate alla mobilità intelligente.

Chery consolida la corsa nelle auto a nuova energia
Il traguardo di settembre rafforza il posizionamento di Chery tra i costruttori cinesi più solidi nel comparto NEV, ciòè veicoli elettrici e ibridi plug-in. Superare per sei mesi di fila la soglia delle 100.000 unità indica una base produttiva e commerciale ormai stabile, non un exploit isolato.
Per chi osserva il gruppo dal lato prodotto, il dato è interessante anche perché riflette una strategia multi-brand sempre più definita. Chery non si affida a un solo nome, ma distribuisce i volumi su più marchi e posizionamenti, così da coprire segmenti differenti e sostenere la crescita anche quando singole linee mostrano rallentamenti.
I numeri dei marchi mostrano un gruppo molto diversificato
Nel dettaglio, il marchio Chery ha totalizzato 198.681 unità a settembre, con una crescita del 17,2% su base annua, arrivando a 1.488.136 unità dall’inizio dell’anno, in aumento del 23,2%. È il dato che spiega meglio il peso del brand principale all’interno del gruppo, ancora centrale sia per volumi sia per progressione annuale.
Jetour ha raggiunto 57.497 unità nel mese, in crescita dell’1,6%, mentre il totale da inizio anno è salito a 417.619 unità, in calo però del 9,1%. iCAR ha registrato 10.858 unità, con un progresso dell’1,2%, e 75.547 unità cumulative, in aumento del 13,4%. Più debole invece l’andamento di Exeed, fermo a 4.905 unità a settembre con un calo del 54,6%, e di Luxeed, a 5.008 unità con una flessione del 36,5%.
Nel complesso emerge una fotografia chiara: Chery cresce grazie alla forza del marchio principale e a un portafoglio che continua ad allargarsi, ma con performance ancora molto diverse tra i vari brand. Per i prossimi mesi sarà importante capire se il gruppo riuscirà a trasformare questa scala industriale in una crescita più uniforme, soprattutto nei marchi più giovani o premium.

