Nel primo semestre 2026 il mercato auto europeo ha raggiunto un passaggio simbolico e molto concreto: le vetture plug-in, somma di elettriche pure e ibride ricaricabili, hanno superato per quota le auto solo benzina e diesel. Le BEV hanno toccato il 20,7% del mercato UE, mentre le PHEV hanno aggiunto un altro 9,8%, portando il totale oltre il 30%.
Il dato conta anche per capire come si sta spostando il baricentro dell’industria: Tesla resta fortissima, BYD accelera insieme ad altri marchi cinesi come Leapmotor e Chery, mentre i costruttori tedeschi perdono terreno.
Le auto plug-in superano benzina e diesel nel mercato europeo
I numeri del primo semestre 2026 mostrano un sorpasso che fino a poco tempo fa sembrava ancora lontano. Le auto solo benzina e diesel sono scese al 29,7% della quota UE, contro il 37,8% registrato un anno prima. Nello stesso periodo le plug-in hanno invece oltrepassato la soglia del 30%, segnale che il mercato non sta più premiando solo i modelli termici tradizionali.
Il punto interessante è che il cambio di mix non riguarda solo le elettriche pure. Anche le ibride ricaricabili contribuiscono in modo visibile alla crescita, segno che una parte della domanda continua a vedere nella ricarica esterna una soluzione pratica di transizione. In sostanza, quasi una nuova auto su tre immatricolata nell’UE ha ormai una presa di ricarica.
- BEV al 20,7% del mercato UE nel primo semestre 2026.
- PHEV al 9,8%, per una quota combinata oltre il 30%.
- Benzina e diesel insieme scendono al 29,7%, contro il 37,8% dell’anno precedente.
- Il mercato premia sempre di più i modelli elettrificati, non solo le elettriche pure.
Tesla guida, BYD cresce e i marchi cinesi guadagnano spazio
La crescita dell’elettrico in Europa non si distribuisce in modo uniforme tra i costruttori. Tesla continua a capitalizzare la domanda con una presenza molto forte nei modelli più richiesti, mentre BYD, Leapmotor e Chery stanno aumentando rapidamente la loro penetrazione.
Questo passaggio è importante perché mette in relazione prodotto e strategia industriale. Chi ha una gamma EV competitiva e tempi rapidi di espansione commerciale sta raccogliendo i risultati, mentre i gruppi europei storici, in particolare quelli tedeschi, faticano a difendere le quote precedenti. La quota dei costruttori tedeschi è infatti scesa al 37,3%.
- Quota dei marchi cinesi nel mercato UE salita al 10% in giugno.
- Leapmotor cresce del 496% su base annua in giugno.
- Chery sale del 271% e BYD del 199%.
- Tesla registra una crescita del 72%.
- I costruttori tedeschi scendono al 37,3% di quota.
Model Y e Model 3 dominano le immatricolazioni EV in Europa occidentale
Le immatricolazioni di giugno in Europa occidentale chiariscono bene quali prodotti stanno trainando il mercato. La Tesla Model Y è stata nettamente la più registrata con 23.664 unità, quasi quattro volte la Volkswagen ID. 3. Al secondo posto si è piazzata la Tesla Model 3 con 9.380 unità, confermando che Tesla continua a trasformare la forza del marchio in volumi reali.
Interessante anche il risultato della Skoda Elroq, che ha superato la Volkswagen ID. 3 con 6.859 immatricolazioni contro 6.140. È un passaggio da osservare con attenzione perché mostra come, dentro gli stessi gruppi europei, la partita si giochi sempre di più sulla bontà del singolo modello e sul suo posizionamento, non solo sulla notorietà del marchio.
- Tesla Model Y prima con 23.664 immatricolazioni in giugno.
- Tesla Model 3 seconda con 9.380 unità.
- Skoda Elroq a 6.859, davanti a Volkswagen ID.3 ferma a 6.140.
- Il vantaggio della Model Y sulla ID.3 è vicino a quattro volte.
La crescita dell’elettrico è forte, ma resta fragile senza incentivi stabili
Il quadro resta comunque meno lineare di quanto dica il solo dato aggregato. La crescita del mercato EV è stata sostenuta anche dagli incentivi pubblici e questo significa che la domanda potrebbe raffreddarsi se il supporto venisse meno. È un elemento decisivo per leggere correttamente il sorpasso sulle auto termiche: il trend è reale, ma la sua tenuta nel tempo non è ancora scontata.
A pesare è anche la forte frammentazione geografica europea. In giugno i veicoli elettrici hanno raggiunto il 67% di quota in Scandinavia, mentre nei Paesi dell’Europa orientale si sono fermati all’8%.
- La crescita attuale dipende ancora in parte dagli incentivi all’acquisto.
- In Scandinavia gli EV arrivano al 67% di quota in giugno.
- Nei Paesi dell’Europa orientale la quota si ferma all’8%.
- Il mercato europeo dell’elettrico resta molto disomogeneo.


