La Corte d’appello federale del Distretto di Columbia ha confermato con una decisione a maggioranza la scelta del Pentagono di mantenere Anthropic nella lista dei fornitori considerati a rischio per la catena di approvvigionamento. Il verdetto lascia quindi in vigore il divieto interno sull’uso di Claude presso il Dipartimento della Difesa statunitense.
Per Anthropic si tratta di un passaggio delicato, perché la società aveva contestato la decisione sostenendo danni economici e reputazionali rilevanti. L’azienda non esclude ulteriori mosse legali, mentre continua a preparare una possibile quotazione in Borsa attesa già a novembre.

La Corte d’appello conferma il blocco del Pentagono su Claude
La disputa nasce dalla classificazione imposta a marzo dal Pentagono, che aveva inserito Anthropic tra i soggetti ritenuti problematici sotto il profilo della sicurezza della supply chain. Con la nuova sentenza, il tribunale d’appello ha stabilito che il Dipartimento della Difesa disponeva di basi sufficienti per quella valutazione e ha respinto la richiesta di annullamento presentata dalla società.
Nel giudizio di maggioranza pesa il fatto che Anthropic avesse rifiutato di autorizzare l’uso dei propri modelli in contesti legati ad armi autonome o sorveglianza su larga scala. Proprio su questo punto la corte non ha accolto la tesi dell’azienda, secondo cui il Pentagono avrebbe agito come ritorsione per la sua posizione in materia di sicurezza ed etica dell’intelligenza artificiale.
Cosa cambia per Anthropic tra attività governative e piano di IPO
L’effetto più immediato è operativo: Claude resta escluso all’interno del Pentagono. Il quadro però non si estende in automatico a tutto il settore pubblico americano. Una precedente decisione emessa in California aveva infatti lasciato aperta la possibilità di continuare a collaborare con altri enti governativi e con appaltatori che lavorano con la pubblica amministrazione.
Anthropic ha fatto sapere di rispettare la sentenza pur non condividendola, e sta valutando le opzioni disponibili, inclusa la richiesta di un riesame davanti all’intera corte d’appello. La vicenda arriva inoltre in un momento particolarmente sensibile per il gruppo: il percorso verso l’IPO prosegue e l’obiettivo indicato è una valutazione di circa 2.000 miliardi di dollari, pari a circa 1.700 miliardi di euro.
Perché il caso Anthropic conta anche oltre il singolo ricorso
Il nodo va oltre la singola esclusione di un chatbot o di un modello AI da un ente federale. La sentenza mostra quanto stia diventando centrale il rapporto tra fornitori di intelligenza artificiale, linee guida etiche e contratti pubblici ad alta sensibilità.
Per chi segue il settore AI, il punto da monitorare è duplice: da una parte l’eventuale nuovo ricorso di Anthropic, dall’altra le conseguenze commerciali del mantenimento del blocco sul fronte federale.
