Anthropic ha avviato le prime attività di sviluppo per un proprio chip AI, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza da fornitori esterni come Nvidia e rafforzare il controllo diretto sull’infrastruttura hardware.
Il progetto sarebbe ancora in fase iniziale, ma emergono già due elementi importanti: l’ipotesi di usare il processo produttivo Samsung a 2 nanometri con packaging avanzato e l’ingresso in azienda di Clive Chan, figura chiave del primo team chip interno di OpenAI.

Anthropic accelera sul chip AI proprietario ma il progetto è ancora allo stadio iniziale
La società starebbe discutendo con Samsung la realizzazione di un processore personalizzato per l’intelligenza artificiale, ma la definizione del prodotto è ancora aperta. Non sono stati fissati in modo definitivo né il ruolo del chip, né il livello di potenza di calcolo, né la modalità di impiego nei server o nei cluster dedicati ai modelli linguistici.
Anthropic avrebbe già avviato contatti con più aziende specializzate nella progettazione di semiconduttori, senza però essere ancora entrata nelle fasi più avanzate come design dettagliato, test e produzione di massa. È quindi una mossa strategica di lungo periodo più che un lancio imminente.
- Sviluppo interno del chip AI già avviato in fase preliminare.
- Discussioni in corso con Samsung per una soluzione personalizzata.
- Funzione del processore, specifiche di calcolo e schema di deploy ancora da definire.
- Nessun passaggio finora a test, validazione o produzione su larga scala.
Samsung a 2 nanometri e packaging avanzato sono i due dettagli tecnici da seguire
Tra le informazioni più rilevanti c’è il possibile ricorso al processo 2 nanometri di Samsung, affiancato da tecniche di packaging avanzato. È una combinazione importante perché nei chip AI non conta solo il nodo produttivo, ma anche il modo in cui vengono integrati i vari componenti per migliorare efficienza, densità e scambio dati.
La scelta, se confermata, indicherebbe la volontà di puntare su una piattaforma moderna e adatta a carichi AI sempre più pesanti. Resta però presto per parlare di prestazioni concrete, perché non sono ancora stati comunicati parametri su throughput, consumi o destinazione precisa tra training e inferenza.
- Possibile adozione del processo Samsung 2 nm.
- Previsto l’uso di tecnologie di packaging avanzato.
- Nessuna specifica ufficiale su training, inferenza o prestazioni attese.
- Architettura e configurazione finale non ancora definite.
L’arrivo di Clive Chan rafforza la credibilità del piano hardware di Anthropic
A rendere più credibile l’iniziativa c’è anche il reclutamento di Clive Chan, indicato come membro chiave del primo team dedicato ai chip interni di OpenAI. L’ingresso di profili con esperienza diretta nello sviluppo di acceleratori AI suggerisce che Anthropic voglia costruire competenze interne solide e non limitarsi a un semplice progetto esplorativo.
Il contesto di mercato va nella stessa direzione. OpenAI aveva già avviato nel 2024 un percorso di sviluppo interno insieme a Broadcom, e il mese scorso è stato presentato Jalapeño, un chip per inferenza pensato per migliorare l’efficienza dei grandi modelli linguistici. Anthropic si inserisce quindi in una corsa sempre più ampia verso hardware proprietario e maggiore autonomia strategica.
- Anthropic ha assunto Clive Chan, già coinvolto nel primo team chip di OpenAI.
- Il rafforzamento del team indica una strategia hardware strutturata.
- Il mercato AI si sta muovendo verso chip personalizzati per ridurre vincoli su costi, disponibilità e forniture.
- OpenAI ha già mostrato questa direzione con il chip di inferenza Jalapeño sviluppato con Broadcom.

