Il ceo di Anker, Meng Yang, ha detto che i power bank potrebbero “morire tra pochi anni”, paragonandoli a prodotti come lettori MP3, cassette e CD. Il messaggio è netto: anche gli accessori che oggi sembrano indispensabili possono avere un ciclo di vita più breve di quanto si pensi.
Le parole arrivano mentre Anker resta uno dei marchi più forti proprio nel settore della ricarica portatile, ma con un business ormai più ampio: accessori di ricarica, dispositivi smart e sistemi di accumulo pesano sempre di più sui conti dell’azienda.
Anker mette in discussione il futuro dei power bank
Meng Yang ha sostenuto che i power bank difficilmente diventeranno una categoria da centinaia di miliardi di yuan e che potrebbero persino scomparire nel giro di pochi anni. Il confronto scelto è quello con prodotti consumer ormai superati da nuove tecnologie, come lettori MP3, cassette e CD.
Il punto centrale non è che oggi i power bank siano inutili, ma che la loro domanda potrebbe non garantire una crescita infinita. Per un mercato nato attorno alla mobilità e alla ricarica rapida, è un segnale importante: anche i prodotti di uso quotidiano possono perdere centralità quando cambiano le abitudini e l’ecosistema hardware.
- Meng Yang paragona i power bank a lettori MP3, cassette e CD.
- Il ciclo di acquisto di molti prodotti consumer, secondo lui, dura circa 10 anni.
- La tesi è che la categoria non possa diventare un mercato da centinaia di miliardi di yuan.
I numeri di Anker mostrano un’azienda ormai più ampia dei soli power bank
I dati economici indicano un gruppo in forte espansione, ma anche già lontano dall’immagine di un’azienda dipendente da un solo prodotto. Nel 2025 Anker ha registrato ricavi pari a 30,514 miliardi di yuan (circa 3,9 miliardi di euro), con una crescita del 23,49% su base annua.
Le categorie di ricarica ed energy storage hanno generato 15,402 miliardi di yuan (circa 2 miliardi di euro), pari a circa metà del fatturato totale. Nel primo trimestre del 2026 i ricavi hanno raggiunto 7,608 miliardi di yuan (circa 980 milioni di euro), in aumento del 26,93% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Il dato meno positivo è l’utile netto attribuibile agli azionisti, sceso del 4,87% su base annua a 472 milioni di yuan (circa 61 milioni di euro).
- Ricavi 2025: 30,514 miliardi di yuan (circa 3,9 miliardi di euro).
- Ricavi da ricarica ed energy storage: 15,402 miliardi di yuan (circa 2 miliardi di euro).
- Primo trimestre 2026: 7,608 miliardi di yuan (circa 980 milioni di euro).
- Utile netto attribuibile agli azionisti: 472 milioni di yuan (circa 61 milioni di euro).
Anker ha ammesso di aver spinto troppo la gamma dei power bank
Le parole del ceo arrivano dopo una seconda ammissione importante: l’azienda ha riconosciuto di aver ampliato in modo eccessivo la propria gamma di power bank. All’assemblea annuale degli azionisti del 2025, Anker avrebbe ammesso che in passato aveva portato sul mercato troppi modelli di prodotti per la ricarica.
Nel 2024 l’azienda avrebbe venduto circa 100 modelli diversi di power bank. Secondo quanto dichiarato agli azionisti, una gamma così ampia crea problemi concreti di controllo qualità, perché mantenere standard elevati su cento varianti diverse non è realisticamente sostenibile.
Il passaggio è rilevante perché sposta il focus dal semplice volume alla gestione del catalogo. Per un marchio come Anker, la priorità non sembra più essere solo vendere più unità, ma ridurre la frammentazione e mantenere un livello qualitativo coerente.
- Nel 2024 Anker avrebbe commercializzato circa 100 modelli di power bank.
- L’azienda ha riconosciuto criticità legate al controllo qualità.
- La strategia sembra orientata a razionalizzare il catalogo.

