Amazon starebbe valutando una struttura finanziaria alternativa per sostenere l’espansione dell’infrastruttura AI senza appesantire troppo il bilancio. L’operazione riguarderebbe chip NVIDIA Grace Blackwell per un valore vicino a 8 miliardi di dollari, pari a circa 7,2 miliardi di euro.
L’idea è quella di trasferire questi acceleratori a una società veicolo dedicata e poi riprenderli in locazione, una formula di scorporo e lease-back già nota nella finanza industriale. In questo modo il gruppo potrebbe continuare a usare l’hardware nei propri data center, alleggerendo però la pressione del debito legata agli investimenti AI.

Amazon punta a separare la proprietà dei chip dall’utilizzo nei data center
Il piano coinvolgerebbe acceleratori distribuiti in oltre dieci data center situati in cinque stati americani. Non si parla quindi di un progetto pilota limitato, ma di una base infrastrutturale già ampia e direttamente collegata alla crescita dei carichi di lavoro AI gestiti da AWS.
La società veicolo verrebbe costituita appositamente per detenere questi asset e, nelle intenzioni, dovrebbe ottenere un rating investment grade. Questo passaggio è centrale perché renderebbe più semplice raccogliere capitali da investitori esterni attraverso la vendita di quote e l’emissione di obbligazioni.
Perché il lease-back può diventare una leva importante nell’era dei super investimenti AI
La logica dell’operazione è chiara: l’intelligenza artificiale richiede infrastrutture sempre più costose, con server, networking e alimentazione che pesano quanto i chip stessi. Spostare la proprietà degli acceleratori fuori dal perimetro diretto può aiutare Amazon a mantenere un modello operativo più leggero, pur continuando a espandere la capacità di calcolo.
Il dettaglio più interessante è proprio il tipo di hardware coinvolto. La piattaforma Grace Blackwell rappresenta una delle basi più attese per l’AI di nuova generazione, soprattutto nei carichi di training e inferenza su larga scala.
Per il mercato cloud questo è un segnale da osservare con attenzione. Le grandi piattaforme non competono più soltanto su disponibilità di GPU e tempi di consegna, ma anche sulla capacità di finanziare in modo sostenibile cicli di investimento sempre più rapidi.

