Ferrari non vede ancora i costruttori cinesi come rivali diretti sul terreno che considera più importante: l’emozione di guida. A dirlo è Emanuele Carando, responsabile globale marketing del marchio, che riconosce i grandi passi avanti fatti dalle aziende cinesi sul fronte delle prestazioni pure.
Il punto, però, è che andare forte in rettilineo non basta. Per Ferrari la differenza si gioca nella precisione in curva, nella stabilità del corpo vettura, nella fiducia che l’auto trasmette al volante e nella capacità di creare un legame emotivo con chi guida.

Ferrari riconosce i progressi cinesi, ma vede ancora un gap nella guida
Carando, che prova spesso i modelli premium più recenti sviluppati in Cina, ha descritto l’evoluzione dell’industria automobilistica locale come notevole. Il nodo resta però la qualità dinamica complessiva: non solo accelerazione, ma ingresso in curva, assetto, controllo dei trasferimenti di carico e feeling generale.
La posizione del marchio è chiara: costruire un’auto veloce sul dritto è relativamente più semplice rispetto a realizzare una vettura capace di essere precisa, stabile e coinvolgente in ogni fase della guida. È proprio su questo equilibrio tra tecnica e sensazioni che Ferrari sostiene di mantenere un vantaggio.
- Ferrari ritiene che i costruttori cinesi abbiano fatto progressi impressionanti nelle prestazioni.
- Il limite principale individuato riguarda il coinvolgimento emotivo e il comportamento dinamico raffinato.
- Per il marchio, la vera differenza sta in curva, nella stabilità del telaio e nella fiducia trasmessa al guidatore.
La crescita dei marchi cinesi spinge Ferrari a migliorare i nuovi modelli
Pur sostenendo che le auto cinesi non abbiano ancora raggiunto lo stesso livello di piacere di guida nei tratti misti, Ferrari ammette che la concorrenza è utile. Il rapido avanzamento dei costruttori cinesi costringe infatti il marchio a osservare i rivali, imparare e alzare continuamente il livello dei nuovi prodotti.
Carando ha anche evidenziato una differenza di approccio: molti marchi cinesi seguono cicli di aggiornamento molto rapidi, con novità frequenti e una forte enfasi su tecnologia di bordo e percezione di modernità. Ferrari, invece, continua a puntare su un’identità di prodotto più stabile e su caratteristiche meno soggette a diventare rapidamente datate.
Sul piano commerciale, il marchio ha registrato un calo evidente in Cina: nel 2025 sono state vendute 584 vetture, contro le 1.221 consegne del 2023. Un dato che mostra come il mercato più grande del mondo stia cambiando velocemente anche per i brand storici del lusso e delle prestazioni.
- Ferrari non considera i modelli cinesi equivalenti diretti ai propri prodotti per filosofia e impostazione.
- Il ritmo di sviluppo dei marchi cinesi viene descritto come molto rapido, con nuove uscite quasi continue.
- La concorrenza resta comunque un fattore che spinge Ferrari a non perdere terreno.


