Il motore a combustione interna alimentato a idrogeno sta tornando al centro dell’attenzione come alternativa più economica alle celle a combustibile, soprattutto nei settori dove servono potenza elevata, tempi di risposta rapidi e manutenzione semplice.
L’idea di fondo è concreta: usare l’idrogeno in architetture più vicine ai motori tradizionali, riducendo costi di produzione e assistenza rispetto ai sistemi fuel cell.

Il motore a idrogeno si propone come opzione più accessibile delle celle a combustibile
Le aziende stanno rivalutando il motore a idrogeno perché può essere costruito con materiali e processi molto più vicini a quelli dell’industria motoristica tradizionale. Rispetto alle celle a combustibile, che richiedono anche metalli preziosi come il platino, questa soluzione promette un forte taglio dei costi e una manutenzione più semplice, basata su competenze già diffuse nel settore auto e moto.
Il punto chiave è che un sistema completo con motore a idrogeno può costare meno di un decimo rispetto a un impianto fuel cell equivalente. Inoltre richiede una purezza dell’idrogeno meno severa: mentre le celle a combustibile lavorano con idrogeno oltre il 99%, il motore a combustione può usare anche miscele con gas naturale, abbassando la barriera di accesso sul fronte del carburante.
Sul piano tecnico, il motore a idrogeno offre una risposta più rapida in uscita di potenza rispetto alla generazione elettrica tramite reazione chimica tipica delle celle a combustibile. Di contro, l’efficienza energetica resta inferiore: circa 40% contro il 60% delle fuel cell.
- Costo di sistema dichiarato inferiore a un decimo rispetto alle celle a combustibile.
- Materiali principali più comuni, come ferro e alluminio, invece di catalizzatori con metalli preziosi.
- Requisiti meno stringenti sulla purezza dell’idrogeno.
- Risposta più rapida nei picchi di potenza, utile per mezzi pesanti e applicazioni dinamiche.
- Efficienza più bassa e presenza di ossidi di azoto tra i limiti principali.
Kawasaki sviluppa O’Cuvoid, un generatore compatto a idrogeno per mobilità e lavoro
Kawasaki Heavy Industries sta lavorando a O’Cuvoid, una piccola unità di generazione elettrica che integra un motore a idrogeno e un generatore. L’obiettivo è realizzare un modulo utilizzabile con la stessa flessibilità di una batteria, ma con un’impostazione più adatta a scenari dove servono autonomia operativa, modularità e potenza continua.
L’unità occupa circa 1 metro quadrato e la potenza per singolo modulo è ancora in fase di ottimizzazione, con target fissato a 35 kW. L’azienda prevede impieghi nella mobilità e nelle attività outdoor, mentre per mezzi più grandi come carrozze ferroviarie o veicoli di grandi dimensioni è prevista la possibilità di usare più unità in parallelo.
Il motore interno nasce dall’esperienza Kawasaki nel mondo delle moto e adotta anche un compressore meccanico derivato dai modelli sportivi, soluzione pensata per migliorare compressione e combustione dell’idrogeno. La stessa base tecnica dovrebbe arrivare anche sul robot quadrupede Corleo, un progetto di robot cavalcabile previsto per il 2035.
- Nome del progetto: O’Cuvoid.
- Ingombro di circa 1 metro quadrato.
- Potenza obiettivo per unità: 35 kW.
- Utilizzo previsto in trasporti, lavoro all’aperto e mezzi modulari multi-unità.
- Motore sviluppato partendo dal know-how motociclistico Kawasaki.
Toyota, Mitsubishi Fuso e altri gruppi accelerano su racing e trasporto pesante
L’interesse non si ferma ai generatori. Toyota ha già portato in pista una GR Corolla con motore a idrogeno nella serie giapponese Super Taikyu, mostrando prestazioni vicine a quelle delle auto da corsa tradizionali a benzina. Dal 2023 il gruppo sta inoltre sperimentando l’idrogeno liquido e quest’anno ha integrato un motore superconduttivo all’interno del serbatoio di stoccaggio.
Anche Mitsubishi Fuso sta sviluppando motori a idrogeno per camion pesanti, con una strategia molto pragmatica: circa l’80% dei componenti deriva già da truck diesel esistenti. Questo approccio può contenere tempi e costi di sviluppo, un aspetto decisivo per un settore dove il prezzo finale del mezzo conta più della sola innovazione tecnica.
Il quadro resta comunque complesso. Le stazioni di rifornimento a idrogeno in Giappone sono scese da 179 a circa 150, mentre il costo dell’idrogeno industriale resta elevato. In parallelo, anche le batterie per veicoli elettrici continuano a migliorare e rappresentano una concorrenza diretta sempre più forte.
- Toyota ha schierato una GR Corolla a idrogeno nelle competizioni endurance giapponesi.
- Mitsubishi Fuso lavora su motori a idrogeno per camion pesanti.
- Nei truck in sviluppo l’80% dei componenti può essere condiviso con piattaforme diesel esistenti.
- Le infrastrutture di rifornimento restano uno dei principali ostacoli alla diffusione.
- Il costo dell’idrogeno e la crescita delle batterie EV rallentano l’espansione del settore.


