Samsung Foundry avrebbe iniziato ad accettare i nuovi ordini in modo selettivo, segnale di un mercato della produzione chip sempre più favorevole ai fornitori. Dopo un periodo segnato da bassa utilizzazione degli impianti e perdite operative, la divisione fonderia del gruppo coreano sembra ora trovarsi in una posizione molto più solida.
Il dato più interessante riguarda i nodi avanzati: la capacità produttiva a 4 nm per quest’anno risulta sostanzialmente esaurita e anche quella del prossimo anno sarebbe già piena, mentre alcune linee a 8 nm sono vicine al tutto esaurito. In questo scenario, Samsung avrebbe margine anche per aumentare i prezzi di alcuni processi del 15-20%.

Samsung Foundry torna forte sui nodi chiave e seleziona i nuovi contratti
La svolta riflette un cambio netto negli equilibri della fonderia. Se fino a poco tempo fa Samsung doveva confrontarsi con una domanda debole e con impianti non sfruttati a pieno, oggi la situazione appare ribaltata: la richiesta sui nodi più richiesti è salita al punto da permettere una gestione più rigida degli ordini in ingresso.
In pratica, quando la capacità disponibile si riduce, diventa più conveniente privilegiare commesse più grandi e continuative invece di una frammentazione su molti clienti minori. Questo migliora l’efficienza operativa e può sostenere anche i margini, soprattutto se parte della capacità è già prenotata con largo anticipo.
- Capacità 4 nm indicata come quasi completamente venduta per il 2025.
- Anche la capacità 2026 sul nodo 4 nm risulterebbe già piena.
- Alcune linee 8 nm sarebbero vicine alla saturazione.
- Samsung potrebbe aumentare i prezzi di alcuni processi tra 15% e 20%.
L’ondata AI spinge i clienti fabless a cercare un’alternativa concreta a TSMC
La spinta arriva soprattutto dagli investimenti legati all’intelligenza artificiale. Sempre più aziende fabless considerano Samsung una seconda opzione credibile oltre a TSMC, non solo per assicurarsi capacità produttiva, ma anche per ridurre il rischio di dipendere da un unico partner e migliorare il proprio potere negoziale.
Questo contesto rende Samsung più interessante anche per progetti futuri ad alte prestazioni. Negli ultimi mesi sono già circolate indiscrezioni su possibili collaborazioni con nomi di primo piano del settore, a conferma di una fonderia che prova a rafforzare la propria centralità nella catena produttiva dei chip avanzati.
- L’AI sta aumentando la pressione sulla capacità produttiva disponibile.
- Le aziende fabless cercano un secondo fornitore oltre a TSMC.
- Diversificare la produzione aiuta a ridurre il rischio di fornitura.
- Una domanda più alta può tradursi in contratti più grandi e redditizi per Samsung.
La roadmap resta ambiziosa, ma la redditività del business richiede ancora tempo
Sul piano tecnologico, Samsung continua a spingere sulla roadmap dei nodi avanzati e punta a introdurre la seconda generazione del processo 1,4 nm SF1.4+ entro il 2030. Restano inoltre in corso le attività per accelerare lo sviluppo dei processi più evoluti e ampliare i servizi dedicati ai clienti.
Sul fronte economico, però, il recupero non appare ancora completo. La saturazione di alcuni nodi e la selezione degli ordini sono segnali incoraggianti, ma il ritorno a una redditività stabile richiede continuità esecutiva, resa produttiva elevata e una base clienti solida sui processi più avanzati.
- Obiettivo dichiarato sulla roadmap: SF1.4+ entro il 2030.
- Samsung continua a investire nei processi avanzati.
- Il miglioramento della domanda non equivale automaticamente a utili immediati.
