Per anni Apple ha beneficiato di costi relativamente bassi per memoria RAM e storage, trasformando gli upgrade interni in una voce molto redditizia. Ora lo scenario sta cambiando: per la futura gamma iPhone 18 Pro il costo combinato di DRAM e flash potrebbe salire fino a 196 dollari (circa 180 euro), contro i 39 dollari del periodo 2023-2024.
Il punto non riguarda solo i margini su un singolo componente. Il rialzo dei prezzi della memoria si inserisce in una fase in cui la domanda legata all’intelligenza artificiale sta ridisegnando le priorità della filiera, con Apple meno centrale rispetto al passato e costretta a muoversi tra aumenti di listino e ricerca di nuovi fornitori come CXMT.

I costi di RAM e storage per Apple stanno cambiando in modo netto
Nel 2023-2024 Apple pagava in media 17 dollari per un modulo LPDDR5X da 8 GB e 22 dollari per un modulo flash da 256 GB, per un totale di 39 dollari. Nello stesso contesto l’upgrade allo step superiore veniva proposto a 99 dollari, lasciando spazio a margini molto elevati sulla configurazione di memoria.
Per iPhone 18 Pro il quadro sarebbe molto diverso: la DRAM da 12 GB arriverebbe a 145 dollari, pari a circa 12 dollari per ogni 1 GB. Tradotto su un riferimento da 8 GB, il costo stimato sarebbe di 96 dollari. A questo si aggiungerebbero 51 dollari per il modulo flash da 256 GB, con un totale che tocca 196 dollari.
- Costo memoria nel 2023-2024: 39 dollari (circa 36 euro) tra RAM e flash.
- Upgrade di capacità applicato da Apple: 99 dollari (circa 90 euro).
- Costo stimato per iPhone 18 Pro: 196 dollari (circa 180 euro) tra DRAM e storage.
- Solo la DRAM da 12 GB varrebbe 145 dollari, molto più dei livelli precedenti.

La pressione dell’intelligenza artificiale sposta gli equilibri nella catena di fornitura
L’aumento dei prezzi della memoria viene collegato alla corsa dell’industria verso l’intelligenza artificiale, che sta assorbendo capacita produttiva e sta dando maggiore peso ai grandi operatori dei data center. In questo contesto Apple non avrebbe piu la stessa forza negoziale che per anni le ha permesso di imporre condizioni favorevoli ai partner della filiera.
Qui entra in gioco CXMT, produttore cinese di DRAM indicato come possibile valvola di sfogo per Apple. Il quadro, pero, resta complesso: anche con un eventuale allentamento delle restrizioni commerciali, CXMT potrebbe non diventare una soluzione immediata, anche perche la Cina sta spingendo sulla propria infrastruttura AI e la disponibilita di memoria resta una risorsa strategica.
- La domanda AI sta ridisegnando le priorita dei fornitori di memoria.
- Apple cerca margini di manovra anche guardando a CXMT.
- La memoria diventa un nodo chiave non solo per smartphone, ma per l’intera industria hardware.
Cosa significa per iPhone 18 Pro e per i futuri listini Apple
Se questi numeri verranno confermati, iPhone 18 Pro diventera un caso emblematico di come la memoria possa incidere direttamente sul prezzo finale dei dispositivi premium. In passato gli upgrade interni erano una leva commerciale molto redditizia; con costi cosi alti, la strategia potrebbe cambiare o tradursi in listini meno aggressivi sulle configurazioni superiori.
Il collegamento con i rincari gia osservati su altri prodotti Apple, come Mac, iPad e Vision Pro, e piuttosto diretto: quando i componenti chiave salgono di prezzo, l’effetto si propaga su tutta la gamma. Per chi segue smartphone e roadmap del brand, il tema da monitorare non e solo il nuovo iPhone, ma la tenuta complessiva del rapporto tra dotazione di memoria, prezzo richiesto e valore reale dell’upgrade.
- IPhone 18 Pro potrebbe essere uno dei primi modelli a riflettere pienamente il nuovo costo della memoria.
- Gli upgrade di capacità potrebbero diventare meno redditizi rispetto al passato.
- Il rapporto tra configurazione base e varianti superiori torna a essere un punto decisivo in fase d’acquisto.
