Microsoft ha ribadito l’obiettivo di rendere più rapida ed efficiente la fase di prima configurazione di Windows 11, la cosiddetta OOBE, entro la fine del 2026. È un passaggio importante perché riguarda il momento in cui si accende per la prima volta un nuovo PC o si reinstalla il sistema, quindi impatta subito l’esperienza d’uso.
La novità, però, va letta con una precisazione concreta: qualcosa si muove su aggiornamenti obbligatori e schermate promozionali, ma il nodo più discusso resta intatto.
Windows 11 vuole snellire la prima configurazione, ma non cambia le regole di accesso
La OOBE è la procedura guidata che accompagna l’utente nella scelta della lingua, nella connessione al Wi-Fi, nelle impostazioni privacy e nella creazione del PIN. Negli ultimi mesi questa fase è stata criticata per tre aspetti molto pratici: tempi lunghi dovuti agli aggiornamenti, presenza di numerose schermate promozionali e obbligo di login con account Microsoft.
Microsoft ha già iniziato a intervenire almeno su una parte del problema. Ad aprile è stata introdotta durante l’installazione un’opzione per saltare temporaneamente gli aggiornamenti, dopo che alcuni test avevano mostrato una procedura capace di superare anche un’ora complessiva proprio per via del download e dell’installazione delle patch iniziali.
- La procedura OOBE può comparire al primo avvio di un nuovo PC o dopo una reinstallazione di Windows 11.
- In precedenza gli aggiornamenti obbligatori potevano allungare il setup di 20-50 minuti, con casi che nei test hanno superato un’ora.
- Da aprile è disponibile un’opzione per rimandare temporaneamente gli aggiornamenti durante l’installazione.
- L’obiettivo dichiarato è avere meno passaggi, meno riavvii e un’esperienza più lineare entro la fine del 2026.
Pubblicità e account Microsoft restano i punti più delicati dell’esperienza
Nel corso dei test sono emerse varie schermate dedicate a Microsoft 365, OneDrive, Phone Link e Xbox Game Pass, oltre a richieste collegate ai dati di navigazione e suggerimenti aggiuntivi anche dopo l’arrivo sul desktop. Quando Microsoft parla di un processo più efficiente, la lettura più concreta è quindi un’interfaccia meno affollata e meno insistente sul fronte promozionale.
Il vero limite, però, non è stato rimosso. Windows 11 continua a richiedere una connessione Internet e l’accesso con account Microsoft per completare la configurazione, senza un’opzione nativa per usare un account locale. Anzi, Microsoft sta anche bloccando i metodi di aggiramento più noti, con un irrigidimento previsto a partire da ottobre 2025.
- Le schermate promozionali possono includere Microsoft 365, OneDrive, Phone Link e Xbox Game Pass.
- Microsoft aveva già promesso una procedura più silenziosa e più snella, con meno pagine e meno riavvii.
- L’uso dell’account Microsoft resta obbligatorio per completare il setup di Windows 11.
- Da ottobre 2025 vengono bloccati anche alcuni bypass noti usati per creare un account locale durante la OOBE.
Microsoft allenta alcuni legami in altri servizi, ma su Windows 11 mantiene una linea rigida
Il quadro è interessante perché in altri prodotti Microsoft sta mostrando un approccio più aperto. Bing consente già l’accesso con account Google o Apple, la ricerca di Windows non spinge più come in passato contenuti collegati all’account Microsoft e da maggio il feed informativo di Widgets con MSN e pubblicità risulta disattivato di default.
Proprio per questo la rigidità della OOBE di Windows 11 spicca ancora di più. In pratica Microsoft sembra disponibile a ridurre il rumore dell’interfaccia e alcune spinte commerciali, però non intende ancora lasciare libertà sul metodo di accesso iniziale al sistema.
- Bing supporta anche login con account Google o Apple.
- Windows Search ha ridotto la spinta verso contenuti legati all’account Microsoft.
- Il feed MSN e gli annunci nei Widgets risultano disattivati di default da maggio.
- Su Windows 11, invece, il flusso di prima configurazione resta più controllato.

