Sigma è pronta a presentare un nuovo zoom full frame che punta su una formula piuttosto rara: 20-60mm F2.8-4.0 DG. Il dettaglio più interessante è l’approccio a apertura variabile, pensato per mantenere un’apertura luminosa sul lato grandangolare senza far crescere troppo ingombri e peso.
Il listino statunitense trapelato è di 849 dollari, pari a circa 780 euro al cambio attuale. Il posizionamento lo mette in una fascia molto competitiva per chi cerca uno zoom standard grandangolare compatto, soprattutto perché le dimensioni sembrano inferiori a quelle di alcune alternative Sony della stessa categoria.
Sigma 20-60mm F2.8-4.0 DG punta su compattezza e ampia escursione grandangolare
La nuova ottica usa uno schema da 13 gruppi e 15 elementi, con filettatura filtri da 67 mm e un corpo da 72,2 x 86 mm. Il design esterno viene descritto come molto pulito, senza pulsanti né interruttori sul barilotto, una scelta che privilegia semplicità e dimensioni contenute.
Il vero punto distintivo è però la combinazione tra focale iniziale da 20 mm e apertura non costante. In pratica Sigma ha scelto una struttura a luminosità variabile per offrire F2.8 alla focale più ampia, mantenendo un formato più compatto rispetto a uno zoom equivalente a apertura costante.
L’apertura cambia a seconda della focale e la distanza minima di messa a fuoco è molto corta
La progressione dell’apertura massima segue una logica a step: da 20 a 22 mm l’obiettivo arriva a F2.8, da 23 a 28 mm passa a F3.2, da 29 a 37 mm sale a F3.5 e da 38 a 60 mm si ferma a F4. Questo comportamento spiega bene il compromesso scelto da Sigma: maggiore luminosità dove serve di più su un grandangolo, con una struttura generale più leggera e maneggevole.
Anche il lavoro a breve distanza sembra curato. La minima distanza di messa a fuoco è di 20 cm sul lato grandangolare e 25 cm a 60 mm, mentre a 28 mm può scendere fino a 15,8 cm. Sul fronte dell’ingrandimento massimo si parla di 1:5.7 alla focale più corta, 1:2.3 a 35 mm e 1:2.9 alla focale più lunga.
Il confronto con Sony chiarisce bene dove Sigma vuole fare la differenza
Per dimensioni, il nuovo 20-60mm risulterebbe più compatto del Sony FE 20-70mm F4 G e anche del Sony FE 24-50mm F2.8 G, avvicinandosi invece al Tamron 20-40mm F2.8 Di III VXD. È un dato importante perché suggerisce un obiettivo pensato per chi vuole restare leggero senza rinunciare a un vero 20 mm in partenza.
La presentazione dovrebbe avvenire insieme al già annunciato Sigma 85mm F1.2 DG Art. In parallelo, circola anche l’ipotesi di un futuro 65 mm autofocus con apertura superiore a F1.2, segnale che Sigma continua a spingere sia sul fronte degli zoom compatti sia su quello delle ottiche luminose di fascia alta.




