L’industria auto giapponese si trova davanti a una fase di forte pressione competitiva, e il messaggio arrivato da Koji Sato, ex CEO di Toyota e attuale presidente della JAMA, è molto chiaro: le sette principali case nipponiche devono ridurre la concorrenza interna e collaborare di più.
Il primo passo indicato da Sato è la standardizzazione dei componenti meno visibili al cliente, come acciaio, cablaggi e parti in plastica. È una presa di posizione che arriva mentre i costruttori cinesi guadagnano terreno sia in Europa sia sul totale delle vendite globali.

Koji Sato chiede più cooperazione tra le sette grandi case giapponesi
Koji Sato ha invitato Toyota, Honda, Nissan, Suzuki, Mazda, Subaru e Mitsubishi Motors a collaborare di più invece di continuare a competere su tutto. L’idea è partire da una base industriale condivisa, uniformando specifiche e standard dei componenti che non incidono direttamente sulla percezione del prodotto finale.
Nel suo intervento, Sato ha descritto il momento attuale come una tempesta rara per il settore, tanto da sostenere che senza cambiamenti strutturali la sopravvivenza stessa dei costruttori giapponesi potrebbe diventare più difficile. La standardizzazione di elementi come acciaio, cablaggi e plastiche viene vista come una leva concreta per ridurre costi, semplificare la supply chain e recuperare competitività.
- Le case coinvolte sono sette: Toyota, Honda, Nissan, Suzuki, Mazda, Subaru e Mitsubishi Motors.
- Il piano parte dai componenti non visibili al consumatore, quindi senza intaccare direttamente design e posizionamento dei modelli.
- L’obiettivo è migliorare l’efficienza industriale e rafforzare la competitività internazionale.
Le case cinesi superano i marchi giapponesi in Europa e cambiano gli equilibri globali
Il contesto che spiega questa richiesta di cooperazione è il rapido avanzamento dei costruttori cinesi. A maggio, cinque gruppi cinesi hanno raggiunto in Europa una quota complessiva del 12,0%, superando per la prima volta le sei principali case giapponesi ferme all’11,3%.
Il cambio di passo è ancora più evidente sul fronte globale. Nel 2025 i costruttori cinesi hanno superato quelli giapponesi nelle vendite mondiali di auto nuove, togliendo al Giappone una leadership che durava dal 2000. Il totale dei marchi cinesi si è avvicinato a 27 milioni di unità, con una crescita di circa il 10%, mentre i marchi giapponesi sono scesi a circa 25 milioni.
- In Europa i marchi cinesi citati sono BYD, Geely, SAIC, Chery e Leapmotor.
- La quota europea rilevata è 12,0% per i cinque costruttori cinesi contro 11,3% per i sei giapponesi considerati nel confronto.
- Nella top 20 globale per volumi, i gruppi cinesi presenti sono 6, contro 5 giapponesi.

