AMD Zen 6, spuntano i primi benchmark delle APU Medusa per notebook

Nel database di Geekbench sono comparsi i primi benchmark di alcune APU AMD della futura famiglia Medusa, basate su architettura Zen 6 e destinate ai notebook di fascia mainstream attesi nel 2027. I risultati riguardano tre varianti da 10,8 e 6 core, tutte ancora in forma di sample ingegneristici.

Il dato più interessante è il comportamento del modello da 10 core, che in questi test preliminari mostra un salto netto sia in single core sia in multi core rispetto ad alcune soluzioni Ryzen AI attuali.

La configurazione delle APU Medusa punta a un mix tra Zen 6 e Zen 6C

La variante più veloce emersa finora adotta una configurazione ibrida con 4 core Zen 6 e 6 core Zen 6C, per un totale di 10 core e 20 thread, affiancati da 64 GB di memoria DDR5-5200 sulla piattaforma di test. Le altre due versioni viste su Geekbench seguono la stessa logica: il modello da 8 core usa una struttura 2+6, mentre quello da 6 core scende a 1+5.

Questa impostazione suggerisce che AMD stia lavorando a una gamma molto flessibile per notebook sottili e portatili generalisti, con l’obiettivo di bilanciare consumi, densità dei core e prestazioni. La presenza dei core compatti Zen 6C lascia intuire una forte attenzione al rendimento in carichi paralleli senza dover salire troppo con ingombri e assorbimenti.

I primi punteggi mostrano un vantaggio concreto nel multi core

Nel benchmark Geekbench 7, il sample da 10 core ha fatto segnare 3.100 punti in single core e 18.313 punti in multi core. Il confronto diretto riportato con Ryzen AI 9 HX 370 da 12 core è particolarmente interessante: il nuovo chip risulta avanti di circa il 32% nel test a thread singolo e del 21,5% in quello multi core, pur con due core in meno sulla carta.

Anche gli altri modelli danno indicazioni utili. La versione da 8 core raggiunge 15.075 punti in multi core, un livello sostanzialmente allineato a quello del Ryzen AI 9 HX 370 nel confronto citato. Il sample da 6 core, invece, ottiene 2.651 punti in single core e 10.670 in multi core, con un vantaggio di circa il 25% e del 17% rispetto a Ryzen AI 5 340.

La grafica integrata RDNA 4m potrebbe essere uno dei punti forti della serie

Oltre alla CPU, i test anticipano anche un progresso sul fronte grafico integrato. Il modello da 10 core integra una GPU identificata come GFX1170, indicata come soluzione basata su architettura RDNA 4m con 4 compute unit. Nel test OpenCL il punteggio registrato è 22.249, un risultato che la mette nettamente davanti alla Radeon 840M con la stessa dotazione di unità di calcolo.

Nel confronto riportato, il margine arriva a circa l’85%, con un valore superiore anche alla Radeon 860M citata nello stesso contesto. Se questo andamento sarà confermato nei prodotti finali, Medusa potrebbe diventare una proposta molto interessante per notebook senza GPU dedicata, soprattutto nelle macchine dove contano accelerazione grafica di base.

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