Apple ha chiuso il quarto trimestre dell’anno fiscale 2026 con ricavi in crescita del 12% su base annua, fino a 114,5 miliardi di dollari, segnando un nuovo record per il periodo e il quinto trimestre consecutivo oltre la soglia dei 100 miliardi.
A spingere i numeri sono stati soprattutto i modelli premium. Nelle prime tre settimane di vendita, iPhone 18 Pro e Pro Max hanno registrato in Cina un aumento del 29% anno su anno, nonostante il rialzo di prezzo. Nello stesso scenario entra anche iPhone Duo, il primo pieghevole di Apple, per cui si stimano 6 milioni di unità distribuite nel 2026.

iPhone 18 Pro traina i ricavi anche con prezzi più alti
Il trimestre ha mostrato con chiarezza la direzione scelta da Apple: meno enfasi sui volumi e più focus sul valore medio per unità. L’aumento del fatturato iPhone è stato infatti sostenuto da una quota maggiore di modelli Pro e da listini più elevati, con un rincaro di 100 dollari, circa 90 euro, sulla nuova generazione top di gamma.
La nuova strategia di lancio ha inciso anche sui volumi complessivi. In autunno sono arrivati solo iPhone 18 Pro e il pieghevole iPhone Duo, mentre il modello standard iPhone 18 è stato rinviato alla primavera 2027.
Il comportamento dei mercati è stato molto diverso da area ad area. La Cina ha segnato il risultato più forte, mentre negli Stati Uniti le vendite iniziali della linea Pro sono scese del 4% e in Giappone del 27%. Il quadro conferma che la domanda premium resta solida, ma con un’elasticità al prezzo che cambia sensibilmente a seconda del mercato.
iPhone Duo apre il capitolo pieghevoli, ma la prima generazione parte con qualche limite
Con iPhone Duo, Apple entra ufficialmente nel segmento foldable e aggiunge un nuovo tassello alla propria fascia alta. Le previsioni parlano di 6 milioni di unità distribuite nel 2026, un volume ancora lontano da quello degli iPhone tradizionali ma già sufficiente per renderlo un prodotto strategico nella crescita del fatturato.
La partenza commerciale appare positiva, con domanda elevata e disponibilità limitata, ma non mancano i primi segnali da monitorare. I tempi di attesa si stanno allungando per via della capacità produttiva, mentre alcune segnalazioni parlano di rotture del display in prossimità della cerniera e di un’ottimizzazione software ancora non uniforme tra le app.
Nel complesso, Apple continua a beneficiare della tenuta del segmento premium in una fase in cui i costi di memoria restano elevati e la domanda consumer generale rimane sotto pressione. Anche il Mac ha contribuito con una crescita del 24% dei ricavi, a conferma di un ecosistema che continua a reggere bene nella fascia alta.
