Gli indizi ricavati da Gmail e Google Foto possono contribuire anche alla personalizzazione degli annunci, se l’utente sceglie di collegare le proprie app ai servizi di Ricerca. È il passaggio chiarito dall’informativa sulla privacy di Google e dalla documentazione di Personal Intelligence. Non significa che tutti gli account Gmail vengano automaticamente utilizzati in questo modo, né che gli inserzionisti possano aprire la casella di posta.

La distinzione è tra contenuti e informazioni ricavate
La privacy policy di Google precisa che i contenuti di Drive, Gmail e Foto non vengono impiegati per gli annunci personalizzati, salvo quando si decide di renderli disponibili ad altri servizi Google che supportano questa forma di pubblicità. La scelta del collegamento, quindi, è il punto da controllare.
La guida ufficiale delle app collegate a Search entra nel dettaglio: gli annunci non sono basati direttamente sull’intera posta in arrivo o sulla libreria fotografica. Ricerca può però utilizzare riassunti, estratti e deduzioni ottenuti da queste fonti per personalizzare l’esperienza; le stesse informazioni possono aiutare a scegliere la pubblicità mostrata.

Gli inserzionisti non ricevono accesso alle app
Google dichiara che gli inserzionisti non avranno accesso a Gmail o a Google Foto attraverso questi collegamenti. Rimangono inoltre escluse dalla personalizzazione pubblicitaria le categorie sensibili, come salute, religione e orientamento sessuale. Sono limiti dichiarati dall’azienda: non vanno confusi con l’assenza di qualsiasi trattamento delle informazioni.
Il cambiamento riguarda il contesto reso disponibile ai servizi di Ricerca e non dimostra, da solo, l’introduzione di annunci dentro l’app Gemini. Anche disponibilità delle funzioni AI e regole dei singoli servizi vanno tenute distinte.
Per l’Italia non è un annuncio di rollout
La pagina di supporto consultata il 23 ottobre non include l’Italia tra i territori abilitati al collegamento delle app a Personal Intelligence in Ricerca. La lingua italiana compare tra quelle supportate, ma una lingua disponibile non equivale all’attivazione del servizio nel Paese.
Dove la funzione è disponibile, si può scegliere di collegare o scollegare le app. Per gli annunci Google rimanda anche a My Ad Center. Le impostazioni delle raccomandazioni personalizzate sono in aggiornamento graduale: disattivarle non cancella automaticamente la cronologia. Per chi usa queste funzioni, il punto pratico è verificare separatamente collegamenti, personalizzazione e dati conservati, senza considerare un unico interruttore come una cancellazione completa.


