Illustrazione ufficiale Google dedicata alla privacy e ai controlli sui servizi

Google, anche gli indizi da Gmail e Foto possono personalizzare gli annunci

Gli indizi ricavati da Gmail e Google Foto possono contribuire anche alla personalizzazione degli annunci, se l’utente sceglie di collegare le proprie app ai servizi di Ricerca. È il passaggio chiarito dall’informativa sulla privacy di Google e dalla documentazione di Personal Intelligence. Non significa che tutti gli account Gmail vengano automaticamente utilizzati in questo modo, né che gli inserzionisti possano aprire la casella di posta.

Illustrazione Google sui contenuti personali: messaggi, immagini e account
Illustrazione della privacy policy Google sui contenuti forniti dall’utente. Non è una schermata di annunci né mostra dati reali di un account. · Crediti: Google

La distinzione è tra contenuti e informazioni ricavate

La privacy policy di Google precisa che i contenuti di Drive, Gmail e Foto non vengono impiegati per gli annunci personalizzati, salvo quando si decide di renderli disponibili ad altri servizi Google che supportano questa forma di pubblicità. La scelta del collegamento, quindi, è il punto da controllare.

La guida ufficiale delle app collegate a Search entra nel dettaglio: gli annunci non sono basati direttamente sull’intera posta in arrivo o sulla libreria fotografica. Ricerca può però utilizzare riassunti, estratti e deduzioni ottenuti da queste fonti per personalizzare l’esperienza; le stesse informazioni possono aiutare a scegliere la pubblicità mostrata.

Illustrazione Google su applicazioni, browser e dispositivi
Illustrazione ufficiale relativa ad app, browser e dispositivi. Visual esplicativo, non una prova di attivazione di Personal Intelligence in Italia. · Crediti: Google

Gli inserzionisti non ricevono accesso alle app

Google dichiara che gli inserzionisti non avranno accesso a Gmail o a Google Foto attraverso questi collegamenti. Rimangono inoltre escluse dalla personalizzazione pubblicitaria le categorie sensibili, come salute, religione e orientamento sessuale. Sono limiti dichiarati dall’azienda: non vanno confusi con l’assenza di qualsiasi trattamento delle informazioni.

Il cambiamento riguarda il contesto reso disponibile ai servizi di Ricerca e non dimostra, da solo, l’introduzione di annunci dentro l’app Gemini. Anche disponibilità delle funzioni AI e regole dei singoli servizi vanno tenute distinte.

Per l’Italia non è un annuncio di rollout

La pagina di supporto consultata il 23 ottobre non include l’Italia tra i territori abilitati al collegamento delle app a Personal Intelligence in Ricerca. La lingua italiana compare tra quelle supportate, ma una lingua disponibile non equivale all’attivazione del servizio nel Paese.

Dove la funzione è disponibile, si può scegliere di collegare o scollegare le app. Per gli annunci Google rimanda anche a My Ad Center. Le impostazioni delle raccomandazioni personalizzate sono in aggiornamento graduale: disattivarle non cancella automaticamente la cronologia. Per chi usa queste funzioni, il punto pratico è verificare separatamente collegamenti, personalizzazione e dati conservati, senza considerare un unico interruttore come una cancellazione completa.

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