Huawei ha chiarito alcuni comportamenti chiave del suo sistema di guida assistita Qiankun ADS in scenari reali che spesso mettono in difficoltà anche i conducenti più esperti.
Il punto più interessante è che, in una stretta a doppio senso con poco spazio per il passaggio, il sistema non esce automaticamente dalla guida assistita. Al contrario, valuta l’ambiente circostante e può persino eseguire una retromarcia controllata per lasciare spazio all’altro veicolo, mantenendo un margine di sicurezza invece di disattivarsi bruscamente.
Huawei spiega come Qiankun ADS gestisce gli incroci sulle strade più strette
Nelle situazioni di passaggio su corsie molto ridotte, Huawei indica che Qiankun ADS si affida a una combinazione di telecamere, lidar e altri sensori per misurare la distanza dai veicoli in arrivo e dagli ostacoli laterali. Il sistema stima quindi la larghezza effettiva della carreggiata e la possibilità di completare il passaggio senza rischio.
A coordinare questa analisi interviene l’architettura WEWA 2.0, che unisce elaborazione a bordo e supporto cloud per prevedere le intenzioni dell’altro veicolo e pianificare la traiettoria di evitamento. In pratica, il comportamento atteso non è l’interruzione improvvisa dell’assistenza, ma una gestione attiva della manovra con eventuale arretramento del mezzo per facilitare l’incrocio.
Il sistema continua a intervenire anche quando la guida assistita non è attivata
Huawei ha anche precisato che alcune funzioni di protezione restano operative pure durante la guida manuale. In particolare entra in gioco il sistema anticollisione CAS 5.0, pensato per lavorare in modo continuo e riconoscere in anticipo situazioni potenzialmente pericolose.
Su una strada di montagna, per esempio, il veicolo può rilevare il livello di curvatura della strada, i margini laterali e la velocità d’ingresso in curva. Se la velocità viene ritenuta eccessiva e c’è il rischio di uscita dalla traiettoria, il sistema può ridurre l’andatura in modo progressivo anche senza Qiankun ADS attivo.
Nei punti ciechi il sistema prova ad anticipare i rischi nascosti
Un altro scenario affrontato riguarda i cosiddetti ostacoli improvvisi da angolo cieco, tipici degli ingressi residenziali, degli incroci congestionati e delle strade con veicoli parcheggiati o barriere di cantiere. In questi casi la piattaforma usa la fusione dei sensori e l’architettura WEWA 2.0 per valutare non solo ciò che vede direttamente, ma anche i possibili rischi nascosti dietro gli ostacoli visivi.
Se il sistema rileva una barriera o un’area con visibilità ridotta, può rallentare in anticipo e aumentare lo spazio di sicurezza. Se poi un pedone o un mezzo a due ruote sbuca all’improvviso, il software stima la traiettoria e prepara la frenata; quando la distanza diventa critica, interviene l’AEB con la frenata automatica d’emergenza per evitare l’impatto o ridurne le conseguenze.




