Razer Kishi Ultra nasce per trasformare smartphone e piccoli tablet in console portatili. La connessione USB-C elimina la latenza dei controller Bluetooth, mentre impugnature full-size, pulsanti Mecha-Tactile e integrazione con Razer Nexus puntano a offrire un’esperienza più vicina a Xbox e PlayStation che ai classici accessori per mobile.
L’ho provato con giochi Android, streaming locale e servizi cloud. Comfort e qualità dei comandi sono i suoi punti di forza, ma dimensioni, prezzo e assenza degli stick Hall Effect lo mettono in competizione diretta con alternative molto aggressive come GameSir G8 Galileo e Backbone One.
Razer Kishi Ultra: caratteristiche principali
- Connessione: USB-C a bassa latenza
- Compatibilità: dispositivi Android e iOS fino a 8,3 pollici
- Comandi: stick asimmetrici, pulsanti Mecha-Tactile e D-pad a 8 direzioni
- Trigger: analogici, con due pulsanti posteriori L4 e R4 programmabili
- Software: Razer Nexus e illuminazione Razer Chroma RGB
- Dimensioni: circa 24 cm di larghezza
- Peso: 266 grammi

Design ed ergonomia
Kishi Ultra è decisamente più grande dei precedenti Kishi V1 e V2. Le impugnature ricordano quelle di un controller tradizionale e riempiono bene il palmo, soprattutto con mani medio-grandi. La costruzione è solida e la distribuzione del peso rimane equilibrata anche con uno smartphone installato.
I 266 grammi e i 24 cm di larghezza riducono però la portabilità. Non è il controller da infilare rapidamente in tasca: richiede uno spazio dedicato nello zaino, ma ripaga con un comfort nettamente superiore durante le sessioni lunghe.

Nella confezione sono presenti cuscinetti in gomma intercambiabili, utili per adattare il controller a dispositivi di dimensioni diverse. L’apertura permette di usare anche tablet compatti fino a 8,3 pollici, ampliando molto le possibilità rispetto ai controller telescopici più piccoli.
Stick, pulsanti e trigger
Le due levette analogiche sono concave e disposte in modo asimmetrico, secondo lo schema Xbox. La precisione è buona, ma Razer non utilizza sensori Hall Effect: nel lungo periodo rimane quindi il rischio di usura e drift tipico dei potenziometri tradizionali.

I pulsanti frontali Mecha-Tactile sono rapidi e restituiscono un clic netto, quasi da mouse gaming. Il D-pad circolare a otto direzioni funziona bene con picchiaduro e platform, ma nei giochi di guida può risultare meno adatto ai movimenti molto graduali.

Sul retro troviamo trigger analogici, bumper e due comandi aggiuntivi L4 e R4 rimappabili. I trigger sono reattivi, ma hanno una zona morta più ampia rispetto a quelli di un controller Xbox: nelle accelerazioni e nelle frenate progressive la differenza si avverte.
USB-C, RGB e compatibilità
La connessione diretta USB-C è uno dei vantaggi principali. I comandi arrivano senza la latenza percepibile di alcune soluzioni Bluetooth e non bisogna gestire abbinamento o batteria separata. Il controller riceve energia dal dispositivo collegato.
L’illuminazione laterale Razer Chroma può essere personalizzata per colore, intensità ed effetti. Non cambia il gameplay, ma rende il Kishi Ultra immediatamente riconoscibile e si integra bene con l’estetica Razer.

Razer Nexus
L’app Razer Nexus riunisce giochi installati, Xbox Cloud Gaming, GeForce Now e Steam Link in una sola interfaccia. Quando si collega il controller può avviarsi automaticamente, trasformando lo smartphone in una schermata di accesso rapido simile a quella di una console.
Nexus consente di rimappare i pulsanti, assegnare funzioni a L4 e R4, regolare le zone morte e configurare macro. Su Android è disponibile anche Virtual Controller Mode, che associa i comandi fisici alle aree touch nei giochi privi di supporto nativo. Su iOS questa funzione e parte del feedback tattile non sono disponibili.
Come si comporta nei giochi
Con Genshin Impact, Call of Duty: Mobile e Diablo Immortal la risposta dei comandi è immediata e il formato full-size riduce l’affaticamento. Nei giochi d’azione e nei platform il salto rispetto ai controlli touch è enorme.
Ho provato anche Forza Horizon 5 tramite Xbox Cloud Gaming: gli stick sono sufficientemente precisi per sterzare, mentre la zona morta dei trigger rende meno naturale la modulazione di acceleratore e freno. Cloud gaming e Steam Link sono comunque gli scenari in cui Kishi Ultra esprime meglio il proprio potenziale.
Confronto con Backbone One e GameSir G8 Galileo
Backbone One pesa circa 138 grammi ed è molto più compatto, quindi è preferibile se la priorità è la portabilità. GameSir G8 Galileo, con circa 208 grammi, offre un buon compromesso tra ingombro ed ergonomia e aggiunge stick Hall Effect.

Kishi Ultra risponde con impugnature più comode, pulsanti Mecha-Tactile, RGB e un’app più completa. Nel novembre 2024 veniva proposto tra 159 e 169 euro, mentre Backbone One e GameSir G8 Galileo partivano da circa 99 euro e spesso costavano meno in promozione. Sono prezzi storici, utili soltanto per contestualizzare il posizionamento.
Conclusioni
Razer Kishi Ultra è uno dei controller mobile più confortevoli e completi provati. USB-C, comandi Mecha-Tactile, integrazione Nexus e supporto a dispositivi grandi lo rendono ideale per cloud gaming e sessioni prolungate.
Il prezzo premium, le dimensioni importanti, gli stick privi di Hall Effect e alcune limitazioni su iOS impediscono però di considerarlo la scelta automatica per tutti. Chi privilegia ergonomia e funzioni troverà un prodotto eccellente; chi cerca portabilità o il miglior rapporto qualità-prezzo dovrebbe valutare Backbone One e GameSir G8 Galileo.

