ASUS ROG Xbox Ally X in primo piano

Recensione ASUS ROG Xbox Ally X: la handheld Windows più matura

Nel 2026 far girare un gioco tripla A su una console PC portatile non basta più a sorprendere. La sfida è un’altra: ridurre l’attrito, nascondere Windows e permettere di giocare senza sentirsi davanti a un computer rimpicciolito. ASUS ROG Xbox Ally X nasce dalla collaborazione tra ASUS e Microsoft proprio per affrontare questo problema.

La Xbox Full Screen Experience prova a rendere l’avvio e la gestione della libreria più simili a quelli di una console, mentre il Ryzen AI Z2 Extreme aggiorna la piattaforma hardware. Non è però una rivoluzione completa: il display rimane un IPS da 7 pollici e il prezzo di 899 euro impone aspettative molto elevate.

Design, ergonomia e controlli

Controlli e stick di ASUS ROG Xbox Ally X

ROG Xbox Ally X è più spessa e muscolosa della prima generazione. La plastica nera opaca è solida, non scricchiola e la trama posteriore migliora il grip. Il peso raggiunge circa 715 grammi, superiore a quello di Steam Deck OLED, ma la distribuzione della batteria da 80 Wh sposta il baricentro verso i palmi e rende la macchina sorprendentemente stabile.

Le impugnature profonde ricordano molto un controller Xbox. Con mani medie o grandi permettono di giocare per due o tre ore senza affaticamento evidente; per chi ha mani piccole possono risultare fin troppo generose. È comunque uno dei miglioramenti più immediati dell’intero progetto.

Gli stick Hall effect sono precisi e protetti dal drift, i trigger hanno una corsa lunga e convincente e il D-pad a otto direzioni si comporta bene anche nei giochi che richiedono diagonali. Il layout dei pulsanti funzione vicino ai comandi tradizionali richiede qualche ora di adattamento, ma smette presto di creare pressioni accidentali.

Retro e impugnature di ASUS ROG Xbox Ally X

Porte ed espandibilità

Porte superiori di ASUS ROG Xbox Ally X

Le connessioni sono disposte sul bordo superiore, lontano dalle mani: due USB-C consentono di alimentare il dispositivo e usare contemporaneamente dock, monitor o archiviazione esterna. Lo slot microSD, il jack audio e l’SSD M.2 2280 facilmente sostituibile completano una dotazione più pratica rispetto alle prime generazioni.

Display: ottimo IPS, occasione OLED mancata

Display IPS di ASUS ROG Xbox Ally X

Il pannello rimane un IPS touch da 7 pollici in formato 16:9, con risoluzione 1920 × 1080, refresh rate a 120 Hz, FreeSync Premium e luminosità dichiarata di 500 nit. La protezione Gorilla Glass Victus con trattamento DXC aiuta a contenere riflessi e graffi.

Le misure confermano una buona qualità: circa 502 nit di picco, contrasto tra 1.230:1 e 1.400:1, copertura del 96% sRGB e del 73% per AdobeRGB e DCI-P3. Il DeltaE medio di 1,12 indica colori accurati. Tecnicamente è un display riuscito, fluido e ben calibrato.

Il problema è il contesto. Su una handheld da 899 euro nel 2026, un OLED o una diagonale più ampia avrebbero dato al prodotto un’identità molto più forte. I testi piccoli di Windows obbligano ancora ad avvicinare lo schermo al viso e le cornici sono ormai evidenti. ASUS ha scelto la continuità: una decisione pragmatica, ma poco coraggiosa.

Audio

I due speaker frontali con Dolby Atmos sono tra i migliori della categoria. Il volume è alto, i bassi più presenti del previsto e la scena rimane chiara anche con le ventole sotto carico. Nel confronto diretto con Steam Deck OLED, Xbox Ally X suona più potente e diretta.

Ryzen AI Z2 Extreme e prestazioni

La piattaforma combina un Ryzen AI Z2 Extreme con 8 core e 16 thread Zen 5, grafica Radeon 890M basata su RDNA 3.5, 24 GB di RAM LPDDR5X-8000 e SSD M.2 2280. La NPU da 50 TOPS ha un impatto quasi nullo sui giochi attuali, ma prepara la macchina a funzioni future come l’Auto Super Resolution di Microsoft.

Benchmark in modalità TurboRisultato
Cinebench R23 multi / single14.300 / 1.700
Cinebench 2024 multi / single880 / 110
3DMark Time Spy Graphics4.025

Alla massima potenza, il vantaggio rispetto allo Z1 Extreme si colloca mediamente tra il 10 e il 20%. In giochi come Spider-Man 2 e Cyberpunk 2077 l’incremento misurato è stato vicino al 9%, cioè spesso tra 5 e 15 fps in più. È un guadagno tangibile, ma non sufficiente a parlare di salto generazionale.

La vera differenza emerge riducendo il TDP. A 15 W l’architettura più recente può offrire il 30-50% in più rispetto alla generazione precedente; il profilo Performance a 17 W raggiunge risultati che la prima Ally otteneva soltanto in Turbo, consumando meno e mantenendo un frame pacing più uniforme.

In Cyberpunk 2077 a 1080p, preset Steam Deck e FSR attivo, la macchina si mantiene generalmente tra 40 e 60 fps anche nelle aree più pesanti. I 24 GB di RAM consentono di riservarne 8 alla grafica senza mettere in difficoltà il sistema, riducendo saturazioni e micro-stutter.

Temperature, rumore e autonomia

Il raffreddamento è prevedibile e non mostra throttling evidente. In Silent a 13 W la console resta fredda; in Performance a 17 W il SoC si stabilizza intorno ai 63-64 °C; in Turbo su batteria lavora tra 70 e 74 °C. Collegata alla corrente può toccare un picco di 90 °C, con una media di esercizio molto più bassa.

Le impugnature rimangono fresche perché il calore è confinato al centro e l’aria viene espulsa superiormente. Al massimo carico si raggiungono circa 45 dB, ma il rumore ha un timbro basso e costante; Silent e Performance risultano molto più discreti.

La batteria da 80 Wh permette oltre due ore con i tripla A in Turbo, tra due ore e mezza e tre ore e mezza nel profilo da 17 W, fino a quattro o cinque ore con indie e giochi leggeri. Non è un’autonomia infinita, ma raddoppia sostanzialmente quella della prima Ally nei carichi più pesanti.

Alimentatore USB-C di ASUS ROG Xbox Ally X

Xbox Full Screen Experience

Xbox Full Screen Experience su ASUS ROG Xbox Ally X

La modalità a schermo intero di Xbox è la novità che più incide sull’uso quotidiano. All’avvio consente di superare il desktop e raggiungere la libreria in circa venti secondi, liberando fino a 2 GB di RAM rispetto all’ambiente Windows tradizionale. Game Pass, cloud gaming e salvataggi Microsoft sono integrati in modo naturale.

Non è però ancora una vera interfaccia da console. Quick Resume manca, sospensione e ibernazione restano meno affidabili di una Xbox e, passando a Steam, Epic o GOG, pop-up e aggiornamenti riportano spesso Windows in primo piano. Anche gli update sono frammentati tra Windows Update, Microsoft Store e Armoury Crate.

Il risultato è comunque un progresso concreto: Windows non sparisce, ma smette di essere un ostacolo continuo, soprattutto per chi vive nell’ecosistema Game Pass.

Conclusioni: la handheld Windows più matura

ROG Xbox Ally X non vince grazie alla sola potenza. Il suo punto di forza è l’equilibrio tra ergonomia, efficienza, memoria, raffreddamento e software. A 17 W offre la fluidità che le prime handheld raggiungevano soltanto spingendo consumi e ventole, mentre le impugnature in stile Xbox la rendono molto comoda nelle sessioni lunghe.

Il display IPS è il limite più difficile da ignorare. È preciso, luminoso e dotato di VRR, ma a questo prezzo e in questa generazione un OLED avrebbe reso la macchina quasi definitiva. Anche la Full Screen Experience deve ancora liberarsi delle ultime frizioni di Windows.

Se il budget non è un problema e si cerca la miglior esperienza Windows portatile, ASUS ROG Xbox Ally X è la scelta più completa. Chi privilegia il rapporto qualità/prezzo e un’interfaccia davvero coerente continuerà a trovare Steam Deck OLED più razionale. È la handheld Windows più matura del momento, ma anche la dimostrazione di quanto ASUS sia arrivata vicina alla perfezione senza compiere l’ultimo passo.

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