Qualcomm sta valutando il processo produttivo a 2 nm di Samsung come possibile base per una futura generazione di chip mobile Snapdragon. L’indicazione arriva dal vicepresidente senior Chris Patrick, che durante lo Snapdragon Summit 2026 ha confermato una fase di analisi iniziale sulle capacità della fonderia coreana.
Il passaggio è interessante perché riapre uno scenario che negli ultimi anni sembrava chiuso: dal 2022 i chip Snapdragon sono stati realizzati da TSMC, mentre l’ultimo SoC affidato a Samsung risale al 2021.

Qualcomm torna a guardare Samsung per i prossimi Snapdragon
Chris Patrick ha definito Samsung un partner importante e ha spiegato che le due aziende stanno approfondendo il modo in cui la tecnologia a 2 nm potrebbe essere impiegata nei prodotti della prossima generazione.
Il punto centrale non è solo il nodo litografico in sé, ma tutto ciò che comporta in termini di resa produttiva, efficienza energetica, dissipazione e volumi. Per Qualcomm, che presidia la fascia premium del mercato Android, scegliere la fonderia giusta significa bilanciare prestazioni e affidabilità industriale, soprattutto in un momento in cui i chip di punta sono sempre più legati a funzioni AI on-device.
Dopo anni con TSMC, il nodo a 2 nm può riaprire la concorrenza
La notizia ha peso anche per il contesto industriale. Samsung aveva già prodotto in passato alcuni chip Snapdragon molto noti, compresi Snapdragon 888 e Snapdragon 8 Gen 1, ma in seguito Qualcomm ha puntato con continuità su TSMC per la produzione delle generazioni successive.
Resta però importante distinguere tra valutazione e adozione effettiva. Qualcomm non ha annunciato un contratto produttivo né ha indicato quale piattaforma potrebbe essere coinvolta. In questa fase l’azienda sta esaminando il potenziale del 2 nm Samsung per i futuri chip mobile, mentre TSMC continua a essere il riferimento attuale per la produzione Snapdragon.
