Ceer ha svelato i suoi primi due modelli, una berlina e un SUV elettrici sviluppati sulla piattaforma Exobot. È un passaggio importante perché si tratta del primo marchio automobilistico nato in Arabia Saudita, creato dal fondo sovrano PIF insieme a Foxconn, con un piano che prevede l’arrivo di altre cinque vetture nei prossimi anni.
Le due novità puntano su un’impostazione molto scenografica ma anche su numeri tecnici di fascia alta: architettura a 800V, sistema tri-motore, batteria da 112 kWh e potenza combinata di 850 CV. Per ora, però, la disponibilità resta focalizzata su Arabia Saudita e alcuni mercati vicini, senza indicazioni su un lancio più ampio.
Ceer punta su un design molto distintivo per berlina e SUV
Le prime due Ceer condividono gran parte del linguaggio stilistico nonostante le carrozzerie diverse. Il progetto porta la firma di Rob Melville, già design director di McLaren, e si riconosce per il frontale basso, la linea che sale verso il posteriore e un profilo che richiama le sportive a cuneo degli anni Settanta, riletto in chiave elettrica e futuristica.
Tra gli elementi più caratteristici ci sono le portiere ad apertura ad ali di gabbiano, le ampie superfici vetrate e una struttura da concept car. Davanti e dietro troviamo inoltre barre luminose continue con 32 elementi interni, un richiamo simbolico al 1932, anno dell’unificazione del Paese.
Piattaforma a 800V, tri-motore e ricarica rapida sono i punti tecnici chiave
Sul fronte tecnico, entrambe le vetture adottano una configurazione di livello alto: architettura elettrica a 800V, tre motori e batteria da 112 kWh. Ceer indica una ricarica rapida in corrente continua fino a 250 kW, con un passaggio dal 10% all’80% in circa 30 minuti. Per la parte elettrica, il marchio aveva già annunciato la collaborazione con Rimac, nome ben noto nel settore delle prestazioni EV.
Le differenze principali tra i due modelli riguardano accelerazione e autonomia. La berlina scatta da 0 a 100 km/h in 2,6 secondi e dichiara fino a 670 km di autonomia, mentre il SUV ferma il cronometro a 2,9 secondi e arriva a 560 km. Va però considerato che i valori di percorrenza sono misurati con ciclo NEDC, quindi più ottimistici rispetto a standard più severi usati in altri mercati.
Il progetto Ceer rafforza la strategia industriale saudita ma resta per ora regionale
Il debutto di Ceer si inserisce nel piano saudita di costruire una filiera automotive nazionale e ridurre la dipendenza economica dal petrolio. In questo quadro il marchio rappresenta un tassello industriale concreto, affiancandosi ad altre iniziative già avviate nel Paese nel settore della mobilità elettrica.
Sul piano commerciale, al momento non ci sono annunci per gli Stati Uniti o per altri mercati lontani dall’area mediorientale. L’azienda parla infatti di modelli pensati soprattutto per Arabia Saudita e Paesi vicini.





