URBANISTA PORTO

Recensione Urbanista Porto: piccole, comode e V-shaped

Audio · True wirelessUrbanista Porto · Storm Blue

Ho utilizzato le Urbanista Porto per un mese e mezzo, nella colorazione Storm Blue. Il motivo per cui le ho apprezzate non è la quantità di funzioni, ma quanto poco si fanno sentire nell’orecchio. Sono piccole, leggere e senza steli sporgenti: caratteristiche utili durante la giornata, ma ancora più interessanti quando ci si sdraia sul cuscino.

A 49 euro rinunciano alla cancellazione attiva del rumore e a un’app dedicata, ma offrono multipoint, tre profili audio e un timer di spegnimento. Non le considero la scelta più completa per qualsiasi utilizzo. Hanno però un motivo preciso per essere prese in considerazione, soprattutto da chi cerca auricolari comodi anche a letto.

Urbanista Porto Storm Blue nella custodia aperta, accanto alla confezione.
La versione Storm Blue utilizzata per un mese e mezzo.

Scheda tecnica

Formato e colore provato
True wireless in-ear senza stelo · Storm Blue
Driver e codec
Dinamici da 6 mm · SBC
Connessione
Bluetooth 5.4 · multipoint a due dispositivi
Profili audio
Default, Bass Boost e Treble Boost
Isolamento
Passivo · ANC assente
Comandi e software
Touch · volume dal dispositivo collegato · nessuna app dedicata
Timer di spegnimento
30, 60 o 90 minuti
Microfoni
Due MEMS complessivi
Peso
3,5 g per auricolare · custodia 36 g
Protezione
IPX4 per gli auricolari
Autonomia dichiarata
Fino a 6 ore per carica + 21 ore con la custodia, 27 ore totali
Ricarica
USB-C · circa 2 ore dichiarate · cavo non incluso

Le 27 ore complessive includono le ricariche nella custodia. Le circa sei ore riscontrate nell’uso quotidiano sono descritte nella sezione autonomia.

Confezione: gommini, alette e niente cavo

In confezione troviamo auricolari, custodia di ricarica, documentazione e gommini e alette in silicone nelle misure S, M e L. I gommini creano la chiusura nel condotto uditivo; le alette aiutano a tenere gli auricolari fermi nel padiglione. Vale la pena provare le diverse combinazioni, senza dare per scontato che la misura più grande sia la migliore.

Il cavo USB-C non è incluso. Urbanista spiega la scelta con la volontà di ridurre gli accessori potenzialmente inutilizzati, partendo dal presupposto che molti utenti abbiano già diversi cavi compatibili in casa.

È una motivazione che comprendo: per chi ne possiede già uno, aggiungerne un altro serve a poco. Resta una cosa da sapere prima dell’acquisto, perché chi ne è sprovvisto dovrà procurarselo separatamente.

Confezione delle Urbanista Porto con la custodia Storm Blue chiusa.
La confezione e la custodia nella colorazione Storm Blue.

Design e materiali: la leggerezza prima di tutto

La colorazione Storm Blue mi piace: è meno scontata del solito nero o bianco, ma rimane discreta. Gli auricolari pesano 3,5 grammi ciascuno e hanno un corpo raccolto, con la superficie touch all’esterno e l’aletta in silicone a completare la forma.

Le finiture delle Porto non mi entusiasmano in rapporto ai 49 euro richiesti. Credo che Urbanista, considerando l’obiettivo di questo prodotto, abbia cercato prima di tutto di contenere il peso: è un compromesso che posso comprendere, senza per questo trasformare la costruzione in un punto di forza. Sul piano delle funzioni, invece, esistono alternative più complete nella stessa fascia, come vedremo prima delle conclusioni.

La custodia ha una forma quasi quadrata, con angoli arrotondati e apertura a scorrimento. Pesa 36 grammi, si porta facilmente con sé e ospita la porta USB-C sul retro.

Comodità: il loro vero punto di forza

Il comfort è l’aspetto che mi convince di più. Il peso ridotto e l’assenza dello stelo rendono le Porto poco invasive, mentre le alette aggiungono stabilità senza affidare tutto alla pressione dei gommini. Negli ascolti prolungati è un vantaggio che, per me, conta più di una finitura particolarmente ricercata.

Restano comunque auricolari in-ear: il gommino entra nel condotto uditivo. Chi non sopporta questo tipo di inserimento non risolverà necessariamente il problema passando a un modello più piccolo, e la scelta della misura rimane importante.

Gli auricolari hanno inoltre protezione IPX4 contro gli schizzi. È utile nell’uso quotidiano, ma non li rende adatti a immersioni o doccia; la protezione indicata non riguarda la custodia.

Profilo interno delle Urbanista Porto con gommini, alette e contatti di ricarica.
Il profilo interno: gommino in-ear, aletta in silicone e contatti di ricarica.

Qualità audio: calde, V-shaped e divertenti

Le Porto utilizzano driver dinamici da 6 mm e il codec dichiarato è SBC. La dotazione è essenziale, ma il loro carattere sonoro è ben riconoscibile.

La firma è chiaramente V-shaped: bassi in evidenza, alti presenti e una gamma media un po’ più arretrata. Il risultato è un suono caldo, energico e divertente, più interessato al coinvolgimento che alla neutralità.

Con pop, elettronica, hip hop e generi più commerciali questa impostazione mi è piaciuta molto. I bassi danno corpo e rendono l’ascolto immediatamente appagante. Non cercherei qui una riproduzione da analizzare nota per nota, ma un suono piacevole per l’ascolto quotidiano.

Con metal e arrangiamenti orchestrali più densi, invece, i limiti diventano più evidenti. Sia Default sia Bass Boost tendono a lasciare molto spazio alla gamma bassa, rendendo meno facile seguire i singoli strumenti quando il brano si affolla.

In questi casi preferisco Treble Boost: il suono mi risulta meno dominato dai bassi e chitarre, piatti e voci emergono più chiaramente. Non cambia la natura degli auricolari, ma rende gli arrangiamenti più intelligibili. È il preset che sceglierei per questi generi.

Il profilo Bass Boost accentua invece una caratteristica già molto presente. Può piacere con elettronica e brani ritmici, ma non ne sento sempre il bisogno: per la maggior parte degli ascolti pop e commerciali preferisco Default.

Promosse anche con podcast e contenuti parlati: le voci sono ben comprensibili e non ho particolari critiche da fare. Nel complesso, le Porto mi convincono quando assecondano questa impostazione calda e vivace; meno quando chiedo loro neutralità o chiarezza nei passaggi musicali più complessi.

Isolamento: passivo, non ANC

Le Urbanista Porto non hanno la cancellazione attiva del rumore. L’isolamento dipende dalla chiusura dei gommini: con una buona aderenza i suoni esterni si attenuano, ma non scompaiono.

È un aiuto negli ambienti relativamente tranquilli, non un sostituto dell’ANC quando il rumore aumenta. Per me è una rinuncia accettabile su auricolari che scelgo soprattutto per il comfort; pesa di più per chi cerca innanzitutto isolamento durante gli spostamenti.

Lo stesso vale a letto: possono attenuare alcuni suoni della stanza, ma non vanno considerate una garanzia di silenzio o una soluzione capace di eliminare qualsiasi disturbo.

Bluetooth e comandi: multipoint sì, volume no

La connessione è Bluetooth 5.4 con multipoint, quindi le Porto possono restare collegate a due dispositivi, per esempio smartphone e computer. Non riproducono però due sorgenti contemporaneamente: per passare da una all’altra bisogna mettere in pausa la prima e avviare la seconda.

Non c’è un’app dedicata con cui personalizzare i gesti o costruire un’equalizzazione su misura. I tre profili audio si selezionano direttamente dagli auricolari.

Il doppio tocco, su uno dei due auricolari, gestisce play/pausa e risposta o chiusura delle chiamate. Con un triplo tocco a sinistra si richiama l’assistente vocale, a destra si cambia il timer. La pressione prolungata a sinistra scorre i preset audio; a destra passa al brano successivo.

Macro di un auricolare Urbanista Porto Storm Blue con superficie touch e aletta in silicone.
La superficie esterna sulla quale si eseguono i comandi touch.

A ogni cambio di profilo, una voce annuncia quello selezionato. Per il timer si sentono invece “thirty”, “sixty”, “ninety” e “timer off”. È un riscontro utile: senza app, permette di sapere quale impostazione è attiva senza doverla indovinare.

Le combinazioni richiedono un po’ di memoria, ma il limite che mi pesa di più è un altro: il volume non si regola dagli auricolari. Inoltre si può andare al brano successivo, ma non c’è un gesto per tornare a quello precedente. Sono due operazioni comuni per le quali bisogna usare il dispositivo collegato; avrei preferito poterle gestire direttamente dalle Porto.

A letto: comode anche sul cuscino

Il timer spegne automaticamente gli auricolari dopo 30, 60 o 90 minuti. È comodo per avviare un podcast, un audiolibro o della musica prima di addormentarsi, senza lasciare la riproduzione attiva inutilmente.

Comodità da seduti e comodità con l’orecchio premuto sul cuscino non sono la stessa cosa. La forma dell’orecchio, il cuscino e la posizione possono cambiare parecchio il risultato.

Nel mio caso, però, l’ingombro ridotto ha fatto una differenza netta. Le Porto mi sono risultate comode anche appoggiando la testa di lato, più di alcune cuffie con design “clip” che uso normalmente a letto. Non diventano impercettibili, ma rispetto a true wireless più sporgenti il vantaggio è concreto.

Ci ho dormito diverse volte e non ho mai avuto attivazioni accidentali dei comandi touch. Nel mio utilizzo, quindi, i controlli non hanno compromesso l’esperienza sul cuscino.

La vocazione al sonno va comunque intesa per quello che offre: formato compatto e timer di spegnimento. Per ascoltare musica, podcast o rumore bianco si usa il dispositivo collegato, come con normali auricolari Bluetooth. Le considero quindi true wireless comode anche a letto, più che un sistema dedicato alla gestione del riposo.

Chiamate: bene per un uso occasionale

Le Porto integrano due microfoni MEMS complessivi. Per telefonate occasionali il mio giudizio è positivo, ma non è il comparto per cui le sceglierei.

Il multipoint torna utile alternando telefono e computer. Per chi passa molte ore in chiamata, però, la qualità della voce e la gestione dei rumori meritano più peso del formato compatto: le Porto rimangono, per me, soprattutto auricolari da ascolto.

Autonomia: sei ore realistiche nell’uso quotidiano

Urbanista dichiara fino a 6 ore con una carica e altre 21 ore attraverso la custodia, per 27 ore complessive. Il totale comprende quindi le ricariche intermedie.

Con le sei ore della singola carica mi ritrovo. Le ho usate in metro, durante gli spostamenti e in ufficio, alternando livelli di volume differenti: senza tenerle costantemente al massimo, arrivarci è stato tranquillamente possibile.

La ricarica avviene tramite USB-C, con supporto alla ricarica rapida. Per un ciclo completo vengono indicate circa due ore.

Porta USB-C sul retro della custodia delle Urbanista Porto Storm Blue.
La porta USB-C sul retro del case. Il cavo di ricarica non è incluso.

Sei ore non sono un risultato eccezionale, soprattutto in assenza di ANC. Considerando però quanto sono piccole e leggere, giudico l’autonomia nella media e adeguata al prodotto: non il motivo principale per acquistarle, ma neppure una rinuncia che nel mio utilizzo abbia pesato particolarmente.

Alternative: più funzioni intorno ai 50 euro

Quando dico che in questa fascia esistono proposte più complete, mi riferisco soprattutto alla dotazione. Le CMF Buds 2 aggiungono la cancellazione attiva del rumore e l’app Nothing X, con equalizzatore e comandi personalizzabili. Sono un esempio concreto di ciò che si può ottenere restando vicini al prezzo delle Porto.

Le Xiaomi Redmi Buds 6 permettono di spendere meno e offrono comunque ANC, modalità trasparenza e gestione tramite Xiaomi Earbuds, comprese equalizzazione e impostazioni dei comandi touch. Per chi cerca un unico paio di auricolari da usare durante tutta la giornata, sono funzioni in più da considerare.

Più funzioni non significa automaticamente suono, materiali o comfort migliori. Qui il confronto riguarda la dotazione, non una prova d’ascolto diretta fra i tre modelli. Il vantaggio delle Porto che ho verificato rimane il poco ingombro nell’orecchio, con un comfort sul cuscino che nel mio utilizzo ha contato più della quantità di funzioni.

Prezzo e conclusioni: non per tutti, ma con un motivo per sceglierle

Le Urbanista Porto costano 49 euro sullo store ufficiale europeo, prezzo verificato il 29 settembre 2026. Non sono il consiglio più completo per chi cerca un unico paio di auricolari adatto a tutto: a una spesa simile o inferiore, CMF Buds 2 e Redmi Buds 6 aggiungono ANC e maggiore personalizzazione.

Il motivo per sceglierle è più specifico. Nel mese e mezzo di prova ho apprezzato soprattutto il poco ingombro, il comfort anche sul cuscino e un suono caldo e divertente. Multipoint e timer aggiungono due comodità pratiche senza complicare troppo l’utilizzo.

Urbanista Porto Storm Blue e custodia aperta su una scrivania accanto alla tastiera.
Auricolari e custodia sulla scrivania, uno dei contesti d’uso della prova.

Le consiglierei a chi mette la comodità davanti alla ricchezza delle funzioni, soprattutto per ascolti serali e utilizzo a letto. Chi cerca isolamento nei contesti rumorosi, ampia personalizzazione o una firma sonora neutrale farebbe meglio a orientarsi altrove.

Non sono, insomma, le true wireless da scegliere perché offrono più di tutte sulla scheda tecnica. Sono quelle che prenderei in considerazione perché occupano poco spazio nell’orecchio e, nel mio caso, rimangono comode anche sul cuscino. È su questo vantaggio, accettando le rinunce descritte, che si gioca il loro valore.

Pro e contro

Mi sono piaciuti

  • Peso ridotto e formato compatto.
  • Comfort anche a letto, senza attivazioni touch accidentali nelle mie prove.
  • Colorazione Storm Blue.
  • Suono caldo e divertente, con Treble Boost utile sui brani più complessi.
  • Multipoint e timer di spegnimento.
  • Circa sei ore di autonomia nell’uso quotidiano.

Limiti da considerare

  • Materiali poco ricercati rispetto alla fascia di prezzo.
  • Nessun comando per volume e brano precedente.
  • Niente app per personalizzare equalizzazione e gesti.
  • ANC assente.
  • Default e Bass Boost meno adatti a metal e arrangiamenti densi.

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