Apple avrebbe accettato un nuovo aumento dei prezzi proposto da Samsung per i chip di memoria destinati ai dispositivi in arrivo nel 2027. La trattativa riguarda sia la RAM LPDDR5X sia la memoria flash NAND, due componenti centrali per smartphone, tablet e altri prodotti della casa di Cupertino.
Il punto più interessante è l’effetto potenziale sul prezzo finale: dopo i recenti rincari registrati su diverse generazioni di iPhone, anche i modelli futuri potrebbero subire nuovi ritocchi verso l’alto. La mossa di Apple si distingue anche perché altri marchi, come OPPO e vivo, avrebbero invece respinto le richieste di Samsung.

Apple avrebbe accettato prezzi più alti per memoria e archiviazione
L’intesa in discussione fisserebbe dal primo trimestre del 2027 un prezzo di 2 dollari per 1 Gb di memoria LPDDR5X e di 0,33 dollari per 1 Gb di NAND. Si tratta di valori superiori a quelli proposti da Samsung per il 2026, quando la LPDDR5X era indicata a 1,5 dollari per 1 Gb e la NAND a 0,26 dollari per 1 Gb.
In termini pratici, l’aumento colpisce due voci molto sensibili nella costruzione di uno smartphone premium. La RAM incide su prestazioni, multitasking e gestione delle funzioni di intelligenza artificiale, mentre la NAND pesa direttamente sulle configurazioni di archiviazione. Se il costo dei chip sale in modo strutturale, è plausibile che parte del rincaro venga trasferita sul listino dei prodotti finiti.
I rincari recenti degli iPhone rendono credibile un nuovo aumento
Il contesto rende la notizia particolarmente rilevante. L’iPhone 18 Pro, in arrivo sul mercato, viene indicato con un prezzo superiore di 1.000 yuan, circa 120 euro, rispetto alla generazione precedente. Già l’iPhone 17 aveva registrato un aumento di 800 yuan, circa 95 euro, mentre iPhone Air aveva visto rialzi compresi fra 800 e 2.300 yuan, ciòè all’incirca fra 95 e 275 euro.
Questo non significa che ogni incremento dei componenti si traduca automaticamente in un rincaro identico sul prodotto finale, però mostra una tendenza chiara: Apple sta già ritoccando i prezzi su più linee. Se Samsung resterà un fornitore chiave anche per la memoria delle prossime piattaforme, il costo dei chip potrebbe diventare un altro fattore di pressione sui listini di iPhone e di altri dispositivi del marchio.
Samsung prova a spingere i margini, ma non tutti i produttori seguono Apple
Samsung avrebbe riaperto le negoziazioni sui prezzi di DRAM e NAND anche con altri produttori di smartphone. In questo scenario, Apple appare come il nome che avrebbe già trovato un nuovo accordo, mentre OPPO e vivo avrebbero rifiutato le condizioni richieste.
Il dato è utile perché segnala due strategie diverse: da una parte un marchio disposto a blindare le forniture accettando costi più elevati, dall’altra aziende che provano a contenere la spesa o a negoziare condizioni migliori. Per chi osserva il settore, è un passaggio importante perché può influenzare non solo i prezzi, ma anche le configurazioni di memoria offerte sui futuri modelli.
