Settembre assomiglia sempre più a un secondo Capodanno: si torna al lavoro, ripartono scuola e attività, aumentano scadenze e incombenze domestiche. Una nuova indagine realizzata da AstraRicerche per Amazon Alexa prova a misurare questo carico organizzativo e racconta un rientro tutt’altro che leggero per molte famiglie italiane.
Il 66% degli intervistati definisce abbastanza o molto faticoso il ritorno alla routine, mentre il 57,5% indica come principale difficoltà il recupero di ritmi regolari. La gestione della casa pesa sul 40% del campione, seguita dalle pratiche amministrative rimaste in sospeso, dagli impegni da incastrare e dalla pianificazione dei pasti.

Più di un’ora al giorno per organizzare la vita quotidiana
Il dato più immediato riguarda il tempo. Il 28,4% degli italiani afferma di dedicare oltre un’ora al giorno all’organizzazione della quotidianità. Su base annua, equivale a più di 22 giorni trascorsi tra liste, appuntamenti, scadenze e coordinamento familiare.
La quota sale al 33% tra le donne, contro il 24% registrato tra gli uomini, e raggiunge il 31% nelle generazioni X e Y. Il divario suggerisce che il cosiddetto carico mentale resta distribuito in modo disomogeneo, soprattutto quando il calendario torna a riempirsi dopo l’estate.
Le attività che assorbono più energie sono la gestione domestica, indicata dal 40% del campione, le incombenze amministrative per il 37,7%, l’organizzazione degli impegni per il 36,9% e la pianificazione dei pasti per il 28,4%.
Meno carico mentale e più tempo sono i benefici più desiderati
Quando si chiede che cosa migliorerebbe davvero la quotidianità, le risposte si concentrano su tre aspetti: ridurre il carico mentale, recuperare tempo e aumentare l’efficienza. Le prime due voci raccolgono rispettivamente il 33,3% e il 33%, mentre il 31,5% vorrebbe riuscire a gestire le attività in modo più efficace.
È in questo spazio che Amazon colloca Alexa e la sua evoluzione Alexa+, basata sull’intelligenza artificiale generativa. L’assistente è pensato non soltanto per rispondere a domande o controllare dispositivi compatibili, ma anche per svolgere azioni attraverso servizi esterni, mantenere il contesto di una conversazione e aiutare a coordinare attività.
Il 53% è interessato a un assistente AI capace di agire
Il 53% del campione si dichiara interessato a un assistente “agentico”, cioè capace di completare alcuni compiti per conto dell’utente, e oltre il 56% sarebbe disposto a provarlo. Le attività delegate più volentieri sarebbero la prenotazione di un ristorante (57,4%), la chiamata di un taxi (55,4%), la gestione di un appuntamento (51,3%) e l’acquisto di un biglietto ferroviario (48,7%).
Nel complesso, il 43,2% considera un assistente AI particolarmente utile proprio nel periodo del rientro. Il dato non significa che gli italiani siano pronti a delegare qualsiasi decisione: fiducia, controllo e trasparenza restano essenziali, soprattutto quando entrano in gioco pagamenti o dati personali. Indica però un interesse concreto per strumenti capaci di trasformare un comando in un’azione, purché l’utente mantenga la possibilità di verificare e confermare.
L’indagine è stata condotta online a fine luglio 2026 su 1.015 persone tra 18 e 70 anni, con un campione rappresentativo della popolazione italiana per genere, età e area geografica. Trattandosi di una ricerca commissionata da Amazon, i risultati vanno letti nel contesto della comunicazione legata ad Alexa, ma offrono comunque uno spaccato interessante sul tempo e sulle energie richiesti dall’organizzazione quotidiana.

