Synology ActiveProtect Manager 2.0 è la nuova versione della piattaforma centralizzata per il backup aziendale. L’aggiornamento amplia le sorgenti supportate, introduce nuove opzioni di cifratura e semplifica il ripristino sul cloud. In parallelo arriva DP5200, appliance 1U pensata per organizzazioni in crescita e sedi remote.
L’obiettivo è riunire protezione di server, macchine virtuali, servizi cloud e dispositivi in un’unica console, applicando criteri coerenti di conservazione, immutabilità e verifica dei backup.

ActiveProtect Manager 2.0 amplia la protezione a cloud, VM e Google Workspace
APM 2.0 aggiunge il supporto per Amazon EC2, Microsoft Azure VM, Proxmox, Nutanix e Google Workspace. Queste piattaforme si affiancano agli ambienti già gestiti, tra cui VMware, Hyper-V e Microsoft 365, riducendo la frammentazione degli strumenti di backup.
La cifratura copre i dati durante il trasferimento e a riposo, mentre il ripristino su cloud permette di riportare online i workload in ambienti compatibili quando l’infrastruttura locale non è disponibile. La futura versione 2.1 introdurrà anche rilevamento di anomalie e malware e la funzione Auto Fallback.
- Gestione centralizzata di policy, retention e ripristini.
- Backup immutabili e controlli di integrità per la strategia 3-2-1-1-0.
- Supporto esteso a workload cloud, hypervisor e suite collaborative.
DP5200 concentra fino a 36 TB utili in un appliance rack 1U
Synology DP5200 utilizza un processore Intel Xeon D-1726 e 16 GB di memoria, espandibili fino a 64 GB. La configurazione comprende quattro dischi da 12 TB in RAID 5 e due SSD M.2 da 800 GB in RAID 1, per una capacità utile dichiarata fino a 36 TB.
L’appliance può gestire fino a 1.000 server e 120.000 workload. Synology suggerisce un volume sorgente di backup di circa 21,5 TB e supporta il ripristino simultaneo di due macchine virtuali, una capacità adeguata soprattutto a filiali e infrastrutture distribuite.


