Intel potrebbe aumentare ancora i prezzi dei processori per PC già a inizio ottobre, con un rincaro indicato intorno al 10%. L’indiscrezione si inserisce in una fase di revisione più ampia della strategia aziendale, che punta a migliorare margini, gamma prodotti e controllo dei costi produttivi.
Tra i cambiamenti in valutazione c’è anche il possibile stop alle linee Small Core a bassa redditività, come quelle derivate dalla famiglia Atom. È una mossa che, se confermata, avrebbe effetti soprattutto nei segmenti industriali, embedded e IoT, dove contano molto consumi, continuità di fornitura e costo della piattaforma.

Intel prepara un nuovo rialzo dei prezzi CPU
Il ritocco atteso per ottobre non sarebbe un caso isolato. Dalla fine del 2025 Intel ha già applicato più aumenti sui suoi processori, con un primo intervento nel primo trimestre del 2026 e un altro a luglio su modelli consumer e server. In quel passaggio gli adeguamenti sono andati da poche decine fino a oltre mille dollari a seconda della fascia, segnale di una politica commerciale sempre più selettiva.
Alla base del nuovo aumento ci sarebbero due fattori principali: l’incremento dei costi lungo la filiera e una domanda ancora sostenuta su alcune categorie di CPU. Il risultato è un listino potenzialmente meno conveniente su diverse piattaforme Intel, soprattutto per OEM, assemblatori e aziende che pianificano acquisti su volumi medio-alti.
Le linee Small Core rischiano l’uscita di scena
La parte più delicata della revisione riguarda i prodotti con margini più bassi. Le linee Small Core, storicamente usate in sistemi compatti, terminali embedded e soluzioni industriali a lungo ciclo di vita, potrebbero avvicinarsi alla fase di End of Life se la redditività non fosse ritenuta sufficiente.
Un precedente concreto arriva già dalla piattaforma Alder Lake-S di dodicesima generazione, entrata nel percorso di dismissione a gennaio 2026 su un ampio numero di modelli, dai Core i9 fino ai Celeron. Questo mostra come Intel stia già razionalizzando il catalogo, riducendo progressivamente le famiglie meno strategiche o più difficili da sostenere sul piano dei margini.
Ristrutturazione interna e spazio per la concorrenza
La revisione del business CPU si accompagna a un’ulteriore ristrutturazione organizzativa. Negli ultimi mesi Intel ha già snellito la catena manageriale e avviato nuovi tagli, con indiscrezioni che parlano di una possibile riduzione aggiuntiva del personale compresa tra il 5% e il 10%. È un approccio molto netto, pensato per riportare efficienza e concentrare risorse sulle aree considerate più redditizie.
Se Intel dovesse davvero ridurre la presenza nelle fasce Small Core, potrebbero aprirsi spazi concreti per i concorrenti basati su architettura Arm. In particolare Qualcomm e MediaTek vengono indicati come candidati credibili per entrare con più forza nei comparti IPC, IoT ed embedded, ciòè quelli in cui il rapporto tra consumi, costo e longevità della piattaforma pesa spesso più della pura potenza di calcolo.
