ASUS ha diffuso le specifiche dettagliate del nuovo ProArt P14, un portatile che punta in modo deciso su creator e carichi AI grazie alla piattaforma Nvidia RTX Spark. L’elemento che colpisce subito è l’impostazione della memoria: si parte da 24 GB di LPDDR5X unificata, con tagli che arrivano fino a 128 GB.
Il modello era già apparso durante il Computex 2026, ma ora emergono con più chiarezza configurazioni e dotazione. La base tecnica combina una GPU Blackwell RTX con CPU Grace, una scelta che rende il ProArt P14 interessante soprattutto per chi guarda a accelerazione locale, elaborazione creativa e workflow avanzati in un formato notebook.
ASUS ProArt P14 punta su piattaforma RTX Spark e memoria unificata ad alta capacità
Il cuore del portatile è una GPU Nvidia basata su architettura Blackwell con 6144 CUDA core e Tensor Core di quinta generazione, con supporto alla precisione FP4. ASUS abbina questo blocco grafico a una CPU Grace a 20 core, collegata tramite tecnologia NVLink-C2C: un dettaglio tecnico che suggerisce un’integrazione molto stretta tra calcolo generale e accelerazione AI.
Sul fronte memoria, la configurazione iniziale da 24 GB non è isolata: sono previste anche versioni da 36 GB, 48 GB, 64 GB e 128 GB. È una scalabilità importante, perché amplia il raggio d’uso del prodotto, dal lavoro grafico evoluto fino a scenari più pesanti legati a modelli AI, rendering e gestione di dataset più ampi direttamente in locale.
Archiviazione, batteria e alimentazione completano un profilo da notebook professionale
La parte storage prevede SSD M. 2 NVMe da 512 GB o 1 TB già in configurazione di fabbrica, con supporto allo standard PCIe 4.0. ASUS aggiunge anche uno slot di espansione M. 2 2280 PCIe 4.0, un aspetto concreto per chi vuole aumentare lo spazio senza dipendere solo da unità esterne.
L’alimentazione è affidata a una batteria da 90Wh, mentre il caricatore incluso è da 140 W. Il notebook risulta inoltre compatibile con alimentatori USB-C da 140 W fino a 240 W, una scelta che può semplificare l’uso in mobilità e nelle postazioni dove si preferisce un ecosistema USB-C unico.



