Un team brasiliano di overclock, TecLab, ha mostrato una modifica estrema per la GeForce RTX 5090 che punta ad aggirare alla radice il problema del surriscaldamento del connettore di alimentazione.
L’intervento è stato realizzato su una Galax Hall of Fame RTX 5090 D HOF OC LAB XOC, una variante pensata per l’overclock estremo e diversa dai modelli standard perché dotata di due connettori di alimentazione.

Come funziona la modifica che elimina il connettore dalla scheda
Nel video diffuso da TecLab, il team usa due gruppi di cavi di alimentazione saldandoli direttamente ai punti del circuito stampato che in origine ricevono energia dai due connettori presenti sulla scheda. In pratica i connettori lato GPU vengono completamente bypassati, così da eliminare uno degli elementi finiti più spesso al centro delle discussioni sui casi di fusione o surriscaldamento.
Sul piano teorico il vantaggio è chiaro: se il connettore non c’è più, non può più essere lui il punto critico. Questo però non significa che il problema della gestione termica e della corrente sia automaticamente risolto in ogni scenario.
Perché questa soluzione interessa l’overclock estremo ma non l’uso normale
Il senso dell’operazione è legato soprattutto alla richiesta di potenza. Un singolo connettore 16 pin ha una specifica ufficiale fino a 600 W, mentre su una scheda pensata per l’overclock fuori scala questo margine può non bastare.
Non a caso il team ha scelto una versione HOF OC LAB XOC, ciòè un prodotto nato per record e benchmark più che per l’impiego quotidiano. In questa fascia esistono anche schede capaci di spingersi verso limiti di assorbimento molto più alti, fino a circa 2500 W nei contesti più estremi.
I limiti reali della prova e i rischi su una RTX 5090 da circa 5000 dollari
La stessa dimostrazione, però, mette in chiaro anche i limiti della procedura. Saldare i cavi direttamente sul PCB di una scheda che vale quasi 5000 dollari, circa 4250 euro, è un’operazione che può compromettere immediatamente la garanzia e che richiede competenze tecniche molto elevate. Anche se la scheda ha completato i test, questo non basta per considerare il metodo affidabile nel lungo periodo.
Resta infatti da capire se un uso prolungato possa danneggiare la scheda o spostare semplicemente il punto critico altrove nel circuito di alimentazione. In altre parole, la modifica può essere letta come una prova interessante per capire fin dove ci si può spingere con l’hardware RTX 5090, ma non come una risposta definitiva al tema dei connettori che scaldano troppo.

