Bambu Lab ha presentato la nuova X2D, una stampante 3D chiusa che punta su due elementi molto concreti: gestione più efficiente dei materiali e filtrazione dell’aria più curata.
Il listino parte da 649 dollari (circa 600 euro), mentre la versione in bundle con modulo AMS sale a 899 dollari (circa 830 euro). In questo caso si aggiunge un sistema capace di ospitare fino a quattro bobine, un dettaglio che rende la macchina più interessante per chi vuole gestire colori o materiali diversi senza continui cambi manuali.
Il doppio ugello è il vero elemento distintivo della Bambu Lab X2D
Pur avendo una sola testina di stampa, la X2D integra un sistema a doppio ugello che porta vantaggi pratici nelle lavorazioni più complesse. L’ugello secondario può occuparsi completamente dei supporti, lasciando a quello principale il materiale del modello.
La stampante supporta un ventaglio piuttosto ampio di filamenti. Oltre ai più comuni PLA e PETG, può lavorare anche con ABS e materiali rinforzati con fibra di carbonio. Le temperature dichiarate confermano questa impostazione: gli ugelli arrivano fino a 300 gradi, la camera fino a 65 gradi e il piano riscaldato fino a 120 gradi.
Filtrazione multistadio e volume di stampa definiscono il profilo del prodotto
Un altro punto chiave della X2D è la gestione dell’aria. Il telaio chiuso integra due prese d’aria e un sistema di filtrazione multistadio con filtro HEPA e strato a carbone attivo, pensato per trattenere sostanze potenzialmente odorose o meno salubri generate durante la stampa.
Il volume di stampa dichiarato è di 256 × 256 × 260 mm, mentre le dimensioni complessive della macchina sono 392 × 406 × 478 mm. C’è però una precisazione importante: quando ugello principale e ugello ausiliario lavorano insieme, non tutta l’area utile resta sempre accessibile.
Dotazione operativa e posizionamento rendono la X2D una proposta concreta
Sul fronte dell’usabilità, Bambu Lab affianca alla parte meccanica una dotazione che punta a semplificare controllo e monitoraggio. La X2D integra due videocamere e un touchscreen, elementi ormai sempre più rilevanti in questa fascia perché aiutano a seguire l’avanzamento della stampa, verificare eventuali problemi e gestire la macchina in modo più immediato.
Nel complesso, la nuova X2D si presenta come una stampante 3D orientata a chi cerca un salto di qualità nella gestione dei supporti, nella versatilità dei materiali e nella sicurezza operativa.

