Alldocube Ultra Pad

Keenadu, malware preinstallato su migliaia di tablet Android: coinvolta anche l’Europa

Una nuova indagine di Kaspersky riporta l’attenzione su un rischio più difficile da intercettare rispetto alle classiche infezioni da app o link malevoli: il malware può essere già presente nel dispositivo al momento dell’acquisto.

Il dato più rilevante è che il problema non nasce da un errore dell’utente, ma da una compromissione a monte nella catena software. Al momento i casi sembrano concentrati su tablet economici e marchi meno noti, ma l’impatto è concreto anche in Europa e rende centrale un aspetto spesso trascurato quando si valuta un acquisto low-cost.

Come funziona Keenadu e perché il firmware infetto è un problema serio

Keenadu non si comporta come un malware tradizionale che arriva dopo l’uso del dispositivo: viene integrato durante la compilazione del software di sistema. Una volta acceso il tablet, il codice malevolo si innesta nel processo Zygote di Android, ciòè nel componente da cui vengono avviate le altre applicazioni.

Da qui la backdoor può scaricare moduli aggiuntivi, reindirizzare le ricerche nel browser, osservare l’installazione delle app per generare profitti illeciti e perfino interagire in modo forzato con gli elementi pubblicitari.

Il caso Alldocube mostra una compromissione nella catena di approvvigionamento

Tra i casi analizzati compare Alldocube iPlay 50 mini Pro, modello nel quale i ricercatori hanno trovato la backdoor in tutte le versioni del firmware esaminate, comprese quelle distribuite dopo le prime segnalazioni.

La diffusione non è marginale. Kaspersky ha rilevato oltre 13.000 utenti colpiti nel mondo, con i volumi maggiori registrati in Russia, Giappone e Brasile. Anche l’Europa però rientra nella mappa del problema, con infezioni individuate in particolare in Germania e Paesi Bassi.

Google Play Protect può bloccare le varianti note, ma resta decisiva la verifica del dispositivo

Google ha confermato che Play Protect, attivo di default sui dispositivi certificati, è in grado di riconoscere e neutralizzare le varianti note di questo malware. Il sistema può avvisare l’utente e disabilitare le app che mostrano comportamenti riconducibili a Keenadu, anche quando provengono da fonti esterne al Play Store. Le applicazioni malevole individuate nello store ufficiale sono già state rimosse.

Il quadro resta comunque delicato per chi utilizza tablet Android di fascia molto economica. Se il firmware è stato compromesso all’origine, la semplice prudenza nell’uso quotidiano non basta. Conviene verificare che il dispositivo sia certificato Play Protect e installare appena disponibili eventuali aggiornamenti firmware corretti dal produttore.

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