Alldocube ha confermato la presenza di gravi vulnerabilità di sicurezza su diversi tablet della propria gamma, dopo l’emersione del caso legato al malware Keenadu individuato a livello firmware.
L’azienda ha annunciato un intervento correttivo tramite aggiornamenti OTA previsti entro l’inizio del prossimo mese, indicando come scadenza il 5 marzo 2026 per i modelli interessati.
Il caso Keenadu alza il livello di attenzione sui tablet coinvolti
Il nome emerso nell’indagine è Keenadu, un malware che può operare a livello firmware e quindi con privilegi molto più estesi rispetto a un’app tradizionale. Tra le capacità segnalate ci sono la raccolta di dati di sistema, l’accesso a contenuti personali e perfino l’installazione di applicazioni senza notificare l’utente.
Tra i dispositivi associati al problema era già comparso anche Alldocube iPlay 50 Mini Pro, un modello noto nella fascia tablet compatta orientata all’intrattenimento. In parallelo, era già circolata l’ipotesi di una compromissione dei server OTA dell’azienda, un dettaglio che rende la vicenda ancora più sensibile perché tocca il canale stesso usato per distribuire gli aggiornamenti.
Alldocube promette aggiornamenti OTA e verifiche esterne sul firmware
Nella risposta ufficiale, Alldocube ha riconosciuto che diversi modelli più datati presentano vulnerabilità e che una parte di questi potrebbe essere già stata esposta. L’azienda ha pubblicato l’elenco dei dispositivi interessati e, allo stesso tempo, ha distinto quelli che dalle verifiche interne non risultano in pericolo immediato.
Oltre alla correzione software, Alldocube ha annunciato anche audit indipendenti da parte di soggetti terzi per verificare gli standard di sicurezza dei firmware aggiornati. È un passaggio rilevante sul piano operativo, perché segnala il tentativo di ricostruire fiducia dopo una vulnerabilità che non nasce da un errore d’uso dell’utente ma da un problema strutturale nella catena di fornitura.
Per chi possiede uno dei tablet coinvolti, il dato da seguire è quindi duplice: da un lato la disponibilità effettiva dell’update OTA, dall’altro la conferma che il firmware corretto sia stato sottoposto a controlli aggiuntivi.

