AIDA64 Extreme ha ricevuto la beta 8.35.8405, un aggiornamento piccolo nelle dimensioni ma significativo nei segnali che porta con sé: il software introduce il supporto preliminare ai futuri processori server AMD basati su architettura Zen 7.
Il dato si incrocia con la roadmap AMD mostrata alla conferenza Advancing AI 2026, dove la generazione successiva a Zen 6 è stata collocata nel 2028 all’interno della famiglia EPYC.

Il supporto a Zen 7 è un indizio utile sulla tabella di marcia AMD
L’aggiunta più interessante della nuova beta è il supporto preliminare ai processori server AMD con microarchitettura Zen 7. In questa fase non si tratta ovviamente di dettagli completi sulle specifiche, ma della capacità del software di riconoscere e leggere correttamente una piattaforma futura.
Guardando alla roadmap ufficiale, Zen 7 arriverà dopo Zen 6 nella prossima generazione EPYC prevista per il 2028. Le varianti citate sono Florence, Ferrara e Fidenza. Anche senza dati su core, frequenze o TDP, l’inserimento in una build beta di AIDA64 è un segnale interessante: quando un’architettura compare in software di analisi così diffuso.
La beta aggiorna anche sensori, GPU e benchmark GPGPU
La build 8.35.8405 non si limita ai processori server. Tra le novità ci sono anche il supporto ai sensori di due sistemi Lenovo, ThinkCentre M70t Gen 6 e M75q Gen 5, oltre al riconoscimento delle informazioni GPU per le schede video AMD Radeon RX 9050 e RX 9060 XT LP. È un aggiornamento concreto soprattutto per chi usa AIDA64 come strumento di inventario hardware o verifica tecnica su macchine desktop e compatte.
Sul fronte della stabilità, la beta corregge inoltre un problema di schermata blu sul server rack Dell PowerEdge R740. C’è poi un intervento sul benchmark GPGPU nella prova di copia della memoria: vengono corretti i casi di allocazione di grandi blocchi, vengono saltati i blocchi piccoli per ridurre l’impatto della cache e viene aggiunto il supporto a blocchi da 2 GB.
Nel complesso, questa beta conferma il ruolo di AIDA64 come termometro anticipato del mercato hardware. Da un lato prepara il terreno per la generazione EPYC del 2028, dall’altro continua a rifinire compatibilità e diagnostica su prodotti già più vicini all’uso reale.


