Nokia accelera il riassetto della propria presenza in Cina e starebbe preparando la chiusura del centro di ricerca e sviluppo di Hangzhou, con 1.600 posti di lavoro coinvolti.
La società ha confermato un intervento sull’assetto operativo nel Paese, collegandolo al calo del business cinese e alla necessità di allineare l’organizzazione locale al modello globale. Sullo sfondo pesa anche la debolezza commerciale accumulata nell’era 5G, in cui Nokia non è riuscita a conquistare grandi contratti sul mercato cinese.
La chiusura del centro di Hangzhou rientra in una riorganizzazione più ampia
Le indiscrezioni indicano che il centro R&D di Hangzhou sarebbe destinato alla chiusura e che la comunicazione sarebbe già arrivata internamente ai dipendenti tramite email del management. Non si tratterebbe però di un episodio isolato: nella stessa fase di ristrutturazione potrebbero entrare anche altri uffici tra Pechino, Chengdu, Qingdao e Shanghai.
Il punto centrale è che il gruppo finlandese sta progressivamente riducendo una presenza che in passato aveva un peso molto più consistente. In termini pratici, la notizia conta perché mostra come la Cina non sia più un perno di crescita per Nokia, ma un mercato in cui l’azienda sta cercando soprattutto efficienza e sostenibilità operativa.
Il nodo resta il mercato 5G cinese e la perdita di peso della regione
La spiegazione fornita dall’azienda collega direttamente il riassetto al calo continuato delle attività in Cina. È un passaggio coerente con quanto si è visto negli ultimi anni: durante la stagione del 5G, Nokia non è riuscita a imporsi nei grandi bandi locali, e questa difficoltà commerciale ha finito per riflettersi sull’intera struttura presente nel Paese.
Il ridimensionamento era già emerso in precedenza. Due anni fa si parlava di un piano da 2.000 esuberi in Cina, mentre i dati storici mostrano una contrazione molto netta del personale nella Grande Cina: dai 13.700 dipendenti del 2020 ai 7.200 del 2025. Il calo non riguarda soltanto la regione, perché anche la forza lavoro globale è scesa da circa 92.000 a 78.
Per Nokia la Cina passa da mercato strategico a presenza da ottimizzare
Nel percorso recente del brand, questo passaggio aiuta a collegare diversi segnali già emersi: dopo anni in cui la Cina era un tassello importante sia sul piano industriale sia su quello delle telecomunicazioni, oggi Nokia sembra orientata a mantenere un presidio più leggero e più vicino agli standard operativi globali del gruppo.
Per chi segue l’industria tech, il dato più rilevante è proprio questo cambio di funzione della regione nella roadmap aziendale. Non è una notizia di prodotto in senso stretto, però incide sul posizionamento di Nokia in uno dei mercati più competitivi del settore rete e infrastrutture, e rende più chiaro perché il gruppo continui a intervenire su costi, sedi e personale.



