GeForce NOW trasformato in cloud PC con un exploit che apre Windows

GeForce NOW trasformato in cloud PC con un exploit che apre Windows

Un exploit scoperto da due blogger ha mostrato che GeForce NOW può essere spinto oltre il semplice cloud gaming: sfruttando una falla e usando il gioco Trove come punto d’ingresso, è stato possibile aprire l’interfaccia completa di Windows che gira sotto il servizio di Nvidia.

L’esperimento è stato documentato da Zortos e dpadGuy e, almeno per ora, riguarda soltanto gli abbonamenti a pagamento del servizio. Nvidia non ha ancora commentato pubblicamente la vicenda, che interessa soprattutto perché mette in evidenza quanto margine ci sia tra un ambiente chiuso per il gioco in streaming e un sistema Windows accessibile in modo più.

Come è stato aperto il desktop Windows nascosto sotto GeForce NOW

Il passaggio chiave parte da Trove, ma non con l’avvio diretto del gioco. Durante la configurazione, Zortos è riuscito ad aprire il browser integrato di Steam e a usarlo per raggiungere una directory di archiviazione locale. Da lì ha installato uno strumento chiamato SalsaNOW, modificando il comportamento della sessione.

Una volta completata la procedura, il lancio del gioco non porta più alla schermata di Trove, ma apre un desktop Windows pienamente utilizzabile. Questo ha permesso di eseguire applicazioni che vanno oltre il gioco, come l’ambiente di programmazione T3 e LM Studio per il caricamento del modello AI Gemma 4.

L’accesso funziona con forti restrizioni e non su tutte le versioni del servizio

L’accesso non è universale. Il metodo descritto funziona solo con i piani a pagamento di GeForce NOW, mentre il livello gratuito non sarebbe compatibile con questa procedura. Inoltre non risultano supportate le versioni del servizio gestite da partner terzi, dettaglio importante perché GeForce NOW in alcuni Paesi viene erogato anche tramite operatori differenti.

Restano poi diversi paletti tecnici che impediscono di considerarlo un vero sostituto di un PC cloud tradizionale. I download dal browser continuano a essere limitati, la durata della sessione resta quella prevista dal cloud gaming e la chiusura di alcuni strumenti di sistema, come Esplora file, può interrompere immediatamente l’intera sessione.

Perché il caso GeForce NOW merita attenzione anche oltre la curiosità tecnica

La vicenda tocca due aspetti rilevanti. Il primo è la sicurezza della piattaforma: se un utente riesce a uscire dal flusso previsto e a interagire con il sistema operativo sottostante, Nvidia dovrà probabilmente intervenire per chiudere la falla.

Per chi segue il settore, non è tanto una funzione nascosta da desiderare quanto un segnale sul livello di flessibilità e di rischio di queste piattaforme. Se Nvidia risponderà con una patch, come è plausibile, l’episodio resterà soprattutto come dimostrazione tecnica di come un servizio progettato per lanciare giochi possa temporaneamente comportarsi come una macchina Windows remota.

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