Apple potrebbe continuare anche nel 2026 con la formula ormai consolidata delle presentazioni ibride, basate soprattutto su video preregistrati e con una componente dal vivo limitata agli ospiti presenti in sala.
L’equivoco è nato dall’uso del termine “in presenza” in un messaggio di Mark Gurman, che ha spinto alcuni osservatori a immaginare un ritorno al keynote completamente live.

Il keynote dell’iPhone 18 Pro resta orientato a un formato registrato
L’ipotesi più credibile resta quindi quella di una presentazione costruita come negli ultimi anni: video principale registrato, ritmo molto controllato e momenti dal vivo circoscritti all’esperienza sul posto. Per Apple è una soluzione che riduce al minimo imprevisti tecnici, errori di palco o dimostrazioni non riuscite, soprattutto in una fase delicata per il gruppo.
Il punto è rilevante perché l’evento autunnale dovrebbe essere il primo guidato dal nuovo amministratore delegato John Ternus, destinato a raccogliere il testimone da Tim Cook dal 1° settembre. In un passaggio di leadership così visibile, scegliere una produzione fortemente controllata appare coerente con lo stile recente di Apple e con la volontà di proteggere il messaggio del lancio.
Il cambio al vertice può influenzare il tono dell’evento più che la sua struttura
Se il formato non dovrebbe cambiare in modo radicale, l’atmosfera dell’evento potrebbe però essere diversa. Ternus viene descritto come una figura dal profilo più rilassato rispetto a Cook, caratteristica che potrebbe riflettersi nei momenti di confronto con stampa e ospiti, nelle sessioni hands-on e nella gestione delle conversazioni informali dopo la presentazione.
Questo non significa necessariamente un keynote più spontaneo o meno costruito, ma piuttosto un diverso equilibrio nella parte esperienziale. Apple può mantenere il controllo del racconto nel video principale e, allo stesso tempo, rendere più dinamico il contatto diretto con i prodotti e con i dirigenti presenti sul posto.
L’evento autunnale sarà seguito soprattutto per le novità della gamma iPhone
Al di là del formato, l’interesse resta concentrato sui nuovi iPhone di fascia alta. Le indiscrezioni più insistenti parlano di una famiglia iPhone 18 Pro particolarmente importante per l’evoluzione della linea, con il possibile arrivo di un modello Ultra indicato come una delle modifiche più significative all’offerta iPhone dai tempi di iPhone X.
Tra i rumor già emersi nelle ultime settimane si citano anche un chip A20, possibili aggiornamenti fotografici come il diaframma variabile e scelte tecniche differenti sul modem, ma per ora l’elemento più concreto è il quadro dell’evento: Apple prepara un appuntamento fisico, senza che questo implichi automaticamente il ritorno a una presentazione interamente in diretta.



