Apple avrebbe cancellato due progetti di Mac Pro mai arrivati sul mercato, identificati internamente con i codici J170 e J190. L’indicazione aggiunge un tassello importante alla strategia desktop dell’azienda, che nel 2026 avrebbe ormai interrotto definitivamente la linea Mac Pro dopo circa vent’anni.
Il dato più interessante è che i due modelli coprivano scenari molto diversi: da una parte un inedito Mac Pro basato su Intel, sviluppato anche dopo il passaggio ad Apple silicon; dall’altra una variante con M3 Ultra che avrebbe dovuto affiancare il Mac Studio aggiornato nei primi mesi del 2025.
I progetti J170 e J190 mostrano una strategia Mac Pro ormai senza sbocchi
Il progetto J170 viene descritto come un nuovo Mac Pro con architettura Intel, una scelta sorprendente perché sviluppata quando la transizione ai chip proprietari Apple era già stata completata. La presenza di questa macchina indica che Apple stava ancora valutando una piattaforma x86 per coprire alcuni flussi professionali specifici, anche se non sono stati chiariti nel dettaglio gli ambiti d’uso.
J190, invece, sarebbe stato un Mac Pro con chip M3 Ultra previsto accanto al Mac Studio con la stessa piattaforma, con un possibile debutto nei primi mesi del 2025. In pratica avrebbe combinato il silicio già visto sul Mac Studio con l’elemento distintivo del Mac Pro, ciòè gli slot di espansione PCIe, ma il progetto sarebbe stato fermato prima del lancio.
Nel complesso emerge un pattern chiaro: Apple ha continuato a esplorare diverse formule per mantenere vivo il Mac Pro, ma nessuna ha trovato un equilibrio convincente tra domanda, differenziazione tecnica e sostenibilità di prodotto.
- J170 era un Mac Pro Intel sviluppato internamente in piena era Apple silicon.
- J190 era una variante Mac Pro con M3 Ultra prevista insieme al Mac Studio aggiornato.
- Nessuno dei due modelli sarebbe arrivato alla commercializzazione.
- Il valore distintivo del J190 sarebbe stato l’abbinamento tra M3 Ultra e slot PCIe di espansione.
Perché il Mac Pro ha perso spazio rispetto al Mac Studio
Il contesto commerciale spiega bene la frenata. Il Mac Pro era rimasto fermo al chip M2 Ultra del 2023, mentre il Mac Studio ha continuato a ricevere aggiornamenti. Questo ha progressivamente ridotto il vantaggio pratico del modello tower, soprattutto perché le prestazioni risultavano sostanzialmente simili a parità di piattaforma.
Il problema più evidente riguardava il prezzo: il Mac Pro veniva posizionato a circa il doppio rispetto a un Mac Studio con configurazione comparabile, pur offrendo un beneficio limitato per chi non aveva un’esigenza reale di espansione PCIe. In questa lettura, il Mac Studio ha finito per assorbire gran parte del valore percepito della fascia professionale desktop Apple.
Anche i precedenti piani legati a chip ‘Extreme’, pensati con un numero di core CPU e GPU doppio rispetto agli Ultra, sarebbero stati accantonati per questioni di costi e domanda. Il risultato è una linea che si chiude senza un vero erede diretto, mentre il prossimo aggiornamento atteso riguarda il Mac Studio con M5 Ultra, indicato già per l’autunno.
- Il Mac Pro in commercio era ancora basato su M2 Ultra del 2023.
- Il Mac Studio ha continuato a essere aggiornato più regolarmente.
- Il prezzo del Mac Pro era circa doppio rispetto a un Mac Studio comparabile.
- I chip Extreme sarebbero stati abbandonati per costi elevati e domanda insufficiente.



