Amazon starebbe portando avanti un nuovo progetto interno per trasformare Alexa+ in un assistente più vicino al concetto di agente AI. L’iniziativa, identificata con il nome in codice Moonraker, punta a gestire richieste più complesse e articolate rispetto ai classici comandi vocali singoli.
Il nodo, però, è il costo. I documenti interni citati nel rapporto indicano che Moonraker sarebbe già tra i programmi più onerosi dell’ultima fase di sviluppo di Alexa+, con spese molto elevate sia per la ricerca sia per l’infrastruttura necessaria a far girare i modelli AI su larga scala.

Moonraker vuole portare Alexa+ verso interazioni multi-step più avanzate
La direzione del progetto è chiara: Alexa+ non dovrebbe limitarsi a rispondere a una singola istruzione, ma completare più azioni collegate all’interno della stessa conversazione. Un esempio riportato è la possibilità di chiedere all’assistente di chiamare un’auto con conducente e, nello stesso flusso, inviare un messaggio a un contatto.
Si tratterebbe di un passo importante per Amazon, perché sposterebbe Alexa+ da semplice assistente vocale a piattaforma capace di orchestrare task concatenati con una logica più vicina agli attuali agenti AI. Il contesto è quello del rilancio di Alexa+, presentata il 26 febbraio 2025 come la più importante evoluzione del servizio dal debutto della prima Alexa nel 2014.
- Moonraker è il nome in codice del nuovo progetto interno legato ad Alexa+.
- L’obiettivo è supportare richieste multi-step, con più azioni eseguite in una sola interazione.
- Il progetto si inserisce nel rilancio di Alexa+ basato su tecnologie di AI generativa.
I timori interni riguardano soprattutto GPU, modelli AI e sostenibilità economica
La parte più critica riguarda la spesa necessaria per sostenere Moonraker. Nei documenti interni il progetto viene descritto come uno dei più costosi dell’attuale ciclo di aggiornamento di Alexa+, e una valutazione di inizio anno lo avrebbe definito addirittura il nuovo progetto con il costo più alto.
La previsione per il 2026 parla di oltre 100 milioni di dollari di spesa solo per la potenza di calcolo GPU, pari a circa 93 milioni di euro. Tra le opzioni considerate per contenere la pressione sui conti ci sarebbero anche un rinvio o una riduzione della portata del progetto.
- La stima interna per il 2026 supera i 100 milioni di dollari di spesa GPU.
- Moonraker sarebbe già tra i progetti più onerosi dell’ecosistema Alexa+.
- Tra le possibili contromisure vengono citati rinvio o ridimensionamento.
Amazon starebbe testando Moonraker con GPU Nvidia e modello Anthropic Sonnet
Prima di un eventuale lancio su larga scala, il sistema sarebbe in fase di test approfonditi. Per sostenere Moonraker, Amazon starebbe preparando il dispiegamento di centinaia di GPU Nvidia, segnale piuttosto chiaro della complessità computazionale richiesta da un assistente capace di ragionamento più avanzato.
Il progetto utilizzerebbe anche Anthropic Sonnet per abilitare funzioni di ragionamento evoluto e risposte visive. È un dettaglio rilevante perché mostra come l’evoluzione di Alexa+ non passi solo dall’interfaccia vocale, ma anche da modelli più sofisticati e da una componente multimodale che può incidere direttamente su qualità dell’esperienza e costi operativi.
- Sono in corso test completi prima di una distribuzione estesa.
- Amazon starebbe preparando l’uso di centinaia di GPU Nvidia.
- Il modello citato per ragionamento e risposte visive è Anthropic Sonnet.
