La Bank of England ha inserito l’intelligenza artificiale tra i rischi in crescita per la stabilità finanziaria, segnalando un doppio fronte critico: da una parte l’entusiasmo degli investitori sta spingendo valutazioni e debito delle aziende legate all’AI, dall’altra la stessa tecnologia può aumentare l’esposizione delle banche agli attacchi informatici.
Nel rapporto semestrale sui rischi del sistema finanziario britannico emerge un quadro più complesso rispetto alla precedente valutazione: restano sul tavolo problemi già noti come valutazioni azionarie elevate e credito rischioso alle imprese, ma ora pesano di più anche leva finanziaria.

La Bank of England vede nell’AI un moltiplicatore di volatilità e rischio sistemico
L’istituto centrale britannico rileva che la corsa all’AI si sta traducendo in forti scommesse di mercato su una futura commercializzazione su larga scala della tecnologia. Questo scenario regge finché restano credibili tre condizioni: capacità di trasformare l’AI in utili concreti, sviluppo delle infrastrutture necessarie e accesso continuo ai finanziamenti.
Il rischio aumenta perché il mercato appare concentrato e caratterizzato da posizionamenti simili tra molti investitori, inclusi operatori che acquistano azioni facendo ricorso al debito. In parallelo, anche diverse aziende dell’AI stanno aumentando l’indebitamento per sostenere gli investimenti.
- La banca centrale segnala un aumento delle scommesse finanziarie sull’AI da parte degli investitori.
- Tra i nuovi rischi indicati ci sono leva finanziaria, concentrazione del mercato e debito delle società attive nell’intelligenza artificiale.
- Una revisione al ribasso delle prospettive dell’AI può tradursi in cali azionari più accentuati.
- La sostenibilità del debito delle aziende del settore dipende direttamente dalle attese sui futuri profitti.
L’intelligenza artificiale apre nuovi fronti per cyber risk e supervisione bancaria
Oltre al lato puramente finanziario, la Bank of England mette in evidenza un profilo tecnico altrettanto delicato: l’AI può rendere le banche più vulnerabili agli attacchi informatici. Al momento non è ancora chiaro se gli strumenti più avanzati favoriranno di più gli attaccanti o le difese, ma l’impatto sulla superficie di rischio viene considerato concreto e in aumento.
Un altro punto critico riguarda i sistemi autonomi, ciòè soluzioni capaci di eseguire operazioni con intervento umano minimo. Proprio questi strumenti stanno spingendo i regolatori a valutare regole dedicate, perché i quadri normativi esistenti non sono stati progettati per gestire agenti software con capacità operative crescenti.
- L’AI viene considerata un fattore che può aumentare il cyber risk per le banche.
- I regolatori stanno osservando con attenzione i sistemi AI autonomi e i relativi limiti delle regole attuali.
- Aggiornamenti software più frequenti possono migliorare la sicurezza, però introducono anche rischio di interruzioni operative.
- La discussione regolatoria si sta spostando dalla sola innovazione ai meccanismi di controllo e responsabilità.
